Interviste

Fellini,-Fabrizi,-Maccari,-De-Seta

per concessione dell’Archivio fotografico della Cineteca di Bologna

Critici, storici, collaboratori, studiosi, ma anche amici di Federico Fellini ci raccontano l’importanza del lavoro radiofonico del regista, inquadrano la rilevanza del radiodramma nel panorama europeo ed italiano, ci danno un ritratto inedito del grande maestro riminese.

Elio Pandolfi
Paola Valentini
Roy Menarini
Sergio Zavoli
Tatti Sanguineti
Tullio Kezich
Vincenzo Mollica
Vittorio Boarini
Paquito Del Bosco

Elio Pandolfi

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Elio Pandolfi è uno dei più grandi doppiatori italiani. Si è formato all’Accademia di Arte Drammatica, ha lavorato moltissimo nel teatro di prosa e di rivista, in radio e in televisione. Attore comico, mimo, cantante, ha doppiato decine di film, compresi moltissimi titoli della filmografia di Fellini.

1. Che importanza dava Fellini alle voci?

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2. Come andavano le sedute di doppiaggio tra lei e Fellini?

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3. Come dirigeva Fellini le sedute di doppiaggio?

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Paola Valentini

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Paola Valentini, docente universitaria negli atenei di Prato, Firenze e Milano, si occupa di storia della radio e della televisione. In particolare ultimamente si è concentrata sul passaggio al cinema sonoro e sul suono al cinema. Tra le sue più recenti pubblicazioni Il suono nel cinema. Storia, teoria e tecniche (Marsilio, 2006) ePresenze sonore. Il passaggio al sonoro in Italia tra cinema e radio (Le Lettere, 2007)

1. Che posto occupa il radiodramma nella storia radiofonica italiana ed europea?

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2. Come fa lo storico della radio a recuperare le testimonianze, i documenti, le trasmissioni?

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3. Torniamo alla storia del radiodramma in Italia: quali sono le sue peculiarità rispetto alla tradizione europea? E come lo “usa” Fellini?

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Roy Menarini

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Roy Menarini è critico cinematografico e insegna Storia e critica del cinema all’Università di Udine e al DAMS di Gorizia. Scrive per diverse riviste specializzate e per l’edizione bolognese del Corriere della Sera. Tra le sue ultime pubblicazioni due monografie uscite nel 2006 per la Lindau, su Bianca di Nanni Moretti e su Blade Runner di Ridley Scott e Autori del reale. Studi su Kiarostami, Loach, Moretti, Olmi (Campanotto, 2007).

1. Quanto la formazione di Fellini ha influenzato il suo cinema?

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2. Conosciamo bene il lato popolare dell’arte di Fellini, ma c’è un legame tra il regista e le avanguardie?

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3. Il Fellini degli ultimi anni era molto critico nei confronti della cultura italiana, eppure il senso di familiarità che ci danno i suoi film non scompare. Come mai?

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Sergio Zavoli

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Sergio Zavoli è un giornalista, uno scrittore e un politico. Giornalista radiofonico nell’immediato dopoguerra, passò alla RAI nel 1962, di cui è stato presidente dal 1980 al 1986. Sulle reti nazionali ha condotto numerosi programmi di successo, tra cui “Nascita di una dittatura”, “Viaggio intorno all’uomo” e “La notte della Repubblica”. Tra i suoi libri ricordiamo Romanza(1987) e Diario di un cronista (1992).

1. Come vi siete conosciuti lei e Fellini?

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2. C’era qualche rituale quotidiano che vi accomunava?

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3. Qual era il rapporto tra Federico e Giulietta?

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4. Come ha vissuto la scomparsa di Fellini?

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5. Cos’era il fantastico, l’immaginazione per Federico Fellini?

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Tatti Sanguineti

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Tatti Sanguineti è giornalista, critico e storico del cinema, organizzatore di festival ed eventi cinematografici, ma anche autore televisivo, radiofonico e attore. Ha scritto perLa Repubblica, L’Espresso, Panorama. Ha lavorato per i canali televisivi e radiofonici della RAI. Ha partecipato in qualità di organizzatore e selezionatore per numerosi festival, tra cui quello di Venezia e Taormina.

1. Come ha conosciuto Federico Fellini?

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2. Le ha mai parlato del suo periodo radiofonico? Come lo ha scoperto?

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3. Ci può raccontare un aneddoto che riguarda il regista e che secondo lei lo rappresenta?

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4. C’è una matrice radiofonica nei lavori da regista di Fellini?

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Tullio Kezich

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Tullio Kezich è stato uno dei più importanti critici cinematografici italiani. Inizia la sua carriera alla metà degli anni ‘40 per Radio Trieste, per poi ricoprire ruoli importanti in numerose testate periodiche e quotidiane, da Cinema a Sipario, dalla Rassegna del film a Panorama, da La Repubblica al Corriere della Sera. E’ stato anche autore teatrale e cinematografico e produttore.

1. Fellini le parlava mai della sua vita personale e artistica prima del cinema?

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2. Quali sono, secondo lei, le differenze e le somiglianze tra i radiodrammi e i film di Federico Fellini?

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3. Come lavorava Fellini? Era un solitario?

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4. Come si spiega la vena surrealista che si percepisce in alcuni radiodrammi?

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5. Cosa proverebbe Fellini se ascoltasse i suoi radiodrammi ora, secondo lei?

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6. Come mai dopo tanti anni, i suoi radiodrammi, la sua voce, la sua opera ci emoziona ancora?

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Vincenzo Mollica

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Vincenzo Mollica è giornalista RAI. Appassionato da sempre di musica, cinema e fumetti, è al TG1 dal 1980, testata per la quale ha intervistato decine e decine di personaggi del mondo artistico, letterario, musicale e cinematografico italiano. Legato da una particolare amicizia con personaggi del calibro di Andrea Pazienza, Hugo Pratt e Federico Fellini, ha curato per la prima rete RAI la nota rubrica “DoReCiakGulp”.

1. Quando e come Fellini arriva a Roma?

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2. Che importanza hanno avuto tutte le attività pre-cinematografiche per la formazione di Fellini?

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3. Ci può raccontare un aneddoto che riguarda il suo rapporto con il regista?

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Vittorio Boarini

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Vittorio Boarini è stato per 30 anni direttore della Cineteca di Bologna, una delle più importanti del mondo. Docente universitario, studioso di cinematografia documentaria e d’avanguardia, è direttore della Fondazione Federico Fellini.

1. Perché possiamo dire che i radiodrammi di Fellini sono importanti per capire la sua opera complessiva?

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2. Ci può raccontare come, quando e perché è nata la Fondazione Fellini?

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3. Considerando la popolarità di Fellini, come è possibile rintracciare tutto il materiale sul regista?

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Paquito Del Bosco

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Paquito Del Bosco è il direttore dell’Archivio sonoro della canzone napoletana realizzato da Rai Radio. Esperto della canzone d’epoca, collabora con i maggiori archivi nazionali, da quello di Stato all’Istituto Luce, dall’Archivio del movimento operaio a quello diaristico di Pieve Santo Stefano, dalla RAI alla SIAE. E’ stato uno dei primi studiosi ad occuparsi dell’opera radiofonica di Federico Fellini.

1. Com’è arrivato Fellini all’EIAR? Qual è stato il suo primo vero lavoro radiofonico?

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2. E invece com’è arrivato lei a questa parte semisconosciuta della carriera di Fellini?

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3. Ci può raccontare la trama di un altro lavoro radiofonico del maestro riminese?

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4. L’opera radiofonica di Fellini può essere paragonata a quella di altri artisti?

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