Il ministro Guidi? “Un po’ succube del padre”

Federica Guidi

Bologna, 25 feb. – “Questa è una fabbrica del padre, comanda il padre e anche la figlia è un po’ succube del padre“. A parlare è Paolo Giannasi, delegato Fiom della Ducati Energia, azienda di proprietà di Guidalberto Guidi, il padre di Federica, attuale ministro dello sviluppo economico. Un uomo, Guidi, che ama definirsi e comportarsi da “padrone”.

Giannasi, che abbiamo raggiunto al congresso provinciale della Fiom, lavora alla Ducati Energia dal 1980, quando ancora l’azienda si chiamava Zanussi. Di acqua sotto i ponti ne è passata molta, e molto è cambiato. “E’ una fabbrica silenziosa” ha detto il segretario provinciale delle tute blu bolognesi, Alberto Monti, durante la sua relazione congressuale. Il silenzio è forse dovuto al fatto che in poco più di 20 anni alla Ducati Energia la forza produttiva si è ridotta a meno di un quinto. “Una volta eravamo in 600, con linee di produzione, la maggioranza erano operai – ricorda Giannasi -. Oggi siamo in 220, di cui 60 sono operai”. E’ stato un processo progressivo di delocalizzazione quello portato avanti da Guidi, che ha ridotto lo stabilimento bolognese ad “una sorta di ufficio tecnico e progettazione”, quasi fosse il cervello del gruppo, spostando la produzione là dove costa meno: Romania, Croazia, India e Argentina.

Guidalberto Guidi ci tiene alle definizioni: “Lui dice di essere non un datore di lavoro – ricorda Giannasi – lui dice di essere un padrone“. Il clima in fabbrica, secondo la Fiom, non è sereno: la macchina del caffè, per esempio, ha un temporizzatore “perché lui non ama vedere la gente girare per la fabbrica”. Quattro anni fa, a fare le spese di una sfuriata di Guidi furono quattro persone: due dirigenti e due dipendenti. Furono licenziati in tronco perché accusati di non aver controllato adeguatamente alcuni prodotti costruiti in India per conto di Ducati Energia. La mobilitazione della Fiom, fatta di scioperi e picchetti e confronti duri con la dirigenza alla fine portarono, nel giro di alcune settimane, al ritiro dei provvedimenti e alla riassunzione.

Anche Federica, vice presidente di Ducati Energia e ora ministro dello Sviluppo Economico nel governo Renzi, è entrata in fabbrica quando era molto giovane e nel giro di poco è diventata dirigente. “E’ sempre stata sotto l’ala protettrice del padre” ricorda Giannasi. E ancora: “Ha girato tutti gli uffici, forse per farsi un po’ un’idea di che cos’era una fabbrica perché veniva da un’esperienza forse totalmente diversa visto che credo sia laureata in giurisprudenza”.

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