Ex Gasometro Hera. Il Comune: “Nessun rischio”

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L’assessore Patrizia Gabellini

Bologna, 4 lug. – “C’è un monitoraggio che viene continuamente fatto, anche questo cadenzato, da parte di un laboratorio che è esterno al gruppo Hera ma che fa il monitoraggio per Hera. Un monitoraggio a campioni sia per l’acqua che per l’aria, dal quale si evince che vengono esclusi profili di rischio“. Lo dice l’assessore all’urbanistica e all’ambiente del Comune di Bologna Patrizia Gabellini in risposta a tre interrogazioni durante il question time del venerdì a Palazzo d’Accursio. Le interrogazioni chiedevano informazioni su eventuali fattori di rischio per la salute presenti nell’area dove sorge l’attuale sede di Hera a Bologna, anche alla luce dell’allarme lanciato dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi, e di un’articolo pubblicato sul quotidiano Libero

      Patrizia Gabellini

Gabellini ha parlato di “monitoraggio costante“, di un procedimento di bonifica dei siti contaminati attivato nel 2003 e di una situazione di inquinamento “accertato e diffuso”. Nel terreno sono presenti “idrocarburi leggeri, pesanti e aromatici, in particolare naftalene, cianuro ferrico, piombo, rame e altri metalli”, ha detto l’assessore specificando però che la situazione è sotto controllo. “L’attuazione della bonifica è prevista per  fasi,  alcune  già terminate e sono già state rimosse e smaltite circa 13.000  tonnellate  di  rifiuti pericolosi”.

Hera fa sapere che sulla zona i controlli su acqua e aria sono iniziati nel 2007, e che dal 2009 sono diventati sistematici.  “Arpa – ha spiegato la vicepresidente della regione Simonetta Saliera rispondendo al consigliere della Lega Nord Bernardini – esegue periodicamente controlli su una parte dei piezometri presenti nell’area occupata dall’ex impianto di gassificazione, per verificare la validità dei monitoraggio che Hera svolge con cadenza trimestrale. Vengono in particolar modo campionate le acque sotterranee a ‘valle idrogeologica’ per verificare eventuali tracce dei contaminanti più mobili e pericolosi per la salute dell’uomo, presenti nel sottosuolo dell’area di indagine. Come riscontrato nella nota di Arpa, nel corso del 2013 sono stati effettuati campionamenti di acque sotterranee in 10 piezometri. Le analisi effettuate sui campioni non hanno evidenziato tracce né di idrocarburi policiclici aromatici né di Naftalene, 1-Metilnaftalene, 2-Metilnaftalene”.

Gabellini ha inoltre definito “irrealistical’ipotesi di un’eventuale contaminazione delle acque che vengono usate dall’acquedotto cittadino. “Per quanto riguarda le acque sotterranee  è  stata accertata la contaminazione nella prima  falda,  che è contenuta in quello che gli esperti definiscono acquitardo  effimero,  caratterizzato  da  scarsa permeabilità,  da  basso gradiente  idraulico,  e portata limitata. Il primo vero acquifero si trova ad una profondità superiore ai 12 metri dal piano di campagna e non risulta contaminato.  Questo a conferma di una buona separazione fisica tra le due falde, a diverse caratteristiche qualitative.  Quindi  si  definisce irrealistico ipotizzare un collegamento con i livelli di falda sfruttati a fini acquedottistici”.

In Regione aspettano ora risposta due interrogazioni. La prima depositata da pochi giorni da parte del consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi, che si dice non soddisfatto della risposta dell’assessore Gabellini, esprime preoccupazione per la contaminazione del terreno e la salute dei lavoratori, e annuncia di voler presentare un’interrogazione al governo assieme ai parlamenti 5 Stelle, oltre ad aver già chiesto di visionare tutte le analisi Arpa. La seconda interrogazione è stata invece presentata a maggio 2014  dal consigliere leghista Manes Bernardini. Infine c’è il comunicato del sindacato Usb, che chiede interventi immediati per tutelare la salute dei lavoratori.

Questa l’intervento completo dell’assessore Patrizia Gabellini:

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