Errani e Bersani contro il Pd: Casini a Bologna apre la strada alla destra

Da sx i candidati di Leu Giovanni Paglia, Eulalia Grillo, Pier Luigi Bersani e Vasco Errani

Bologna, 2 mar. – Finisce con un duello a distanza la sfida Pd-Leu a Bologna. Una sfida che ruota tutta attorno al collegio di Bologna città, dove al senato Vasco Errani per Leu se la giocherà contro Pier Ferdinando Casini, centrista doc ora alleato del Partito democratico. E se questa mattina al microfono di Radio Città del Capo Casini aveva lanciato l’ennesimo monito sul voto utile (“chi vota Leu disperde il voto e fa vincere la destra”), la risposta è arrivata alle cinque del pomeriggio. In una conferenza stampa di chiusura della campagna elettorale Vasco Errani e Pier Luigi Bersani si sono fatti sentire. “A chi dice che votando Leu si premia la destra io dico solo una cosa – ha dichiarato Bersani – i ricatti elettorali del Pd inventandosi un Babau non funzionano più, non hanno mai funzionato”.

“Bologna in questo momento è di fronte ad una proposta centrista – ha detto invece Errani riferendosi alla candidatura di Casini e alla conseguente possibile futura prospettiva politica collegata alla scelta del Pd  – Stiamo parlando di una proposta astratta che non esiste nella società e c’entra poco con Bologna. A forza di cancellare e rimuovere non vincerà il centrismo, ma la destra“. Di fronte alla quale “si apre un’autostrada”. Dunque, Errani ne è certo, “un posizionamento centrista non dà futuro a questa città”.

Poi la stoccata sui diritti civili, argomento sul quale Casini ha prima preferito non rispondere a inizio campagna elettorale, poi infine ha deciso di affrontare rivendicando una “sensibilità” differente rispetto a quella del mondo lgbt che chiede diritti e uguaglianza. “Sui diritti civili – ha chiesto retoricamente Errani – vogliamo andare verso una società sempre più inclusiva ed aperta? O vogliamo fare passi indietro? Il problema non sono mai i nomi, ma la prospettiva politica e le idee. Noi vogliamo parlare ad esempio di lavoro, reintrodurre l’articolo 18 e cambiare il jobsact nella parte in cui si scarica la flessibilità sulle spalle dei lavoratori”.

Poi è toccato di nuovo a Bersani, che ricordando la foto diventata virale di Pierferdinando Casini in un circolo Pd circondato da immagini in bianco e nero di leader storici della sinistra ha scherzato: “Ho visto la foto. Mi sono detto, ma pensa all’autocontrollo dei comunisti di una volta che sono rimasti su… ci fosse stato un padre nobile un po’ più reattivo, come Dossetti, forse veniva già il quadro. Non disperdiamo l’orgoglio di una sinistra di cui ha bisogno il Paese”. Ultima stoccata quella su Verdini. “L’avete vista l’ultima? Verdini ha dichiarato di votare Berlusconi al Senato e Renzi alla Camera. Ecco un motivo per votare LeU”.

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