Enrico Brizzi: “La misantropia non va più di moda”

enrico brizziBologna, 11 sett. – “Oggi il mio libro non troverebbe una casa editrice“: Enrico Brizzi festeggia in questi giorni il ventennale del suo esordio, uno dei più clamorosi di sempre dell’editoria italiana. Alla fine del 1994, infatti, Transeuropa pubblicava il primo romanzo di un bolognese neanche ventenne, Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Ma se un Brizzi di oggi scrivesse lo stesso romanzo, riadattato ai giorni nostri e in sintonia piena con il nostro tempo, così come lo erano vent’anni fa le avventure di Alex e Aidi, cosa succederebbe? “La forma dell’editoria è cambiata“, ci ha detto Brizzi nell’intervista che trovate integralmente qua sotto. Se un tempo, infatti, l’editoria indipendente coltivava giovani scrittori che poi venivano acquistati dalle major, che pagavano per questo passaggio, ora Jack Frusciante… potrebbe essere pubblicato solo se il suo autore “avesse un blog seguito o venisse da qualche talent show.” Insomma, la ricerca di popolarità prima del risultato? “Già”, dice Brizzi. “La misantropia non va più di moda”.

Con l’autore, che abbiamo ospitato anche nelle vesti di cantante, siamo tornati a quel periodo: “Intorno a Transeuropa c’era una factory”, ha raccontato, citando anche gli esordi di altri scrittori poi affermatisi, da Silvia Ballestra a Pino Cacucci. Erano anni particolari, in cui tuttavia c’era comunque una forma di nostalgia per il passato: “La Bologna mitica era quella del ’77, di Paz, degli Skiantos giovani, del Tondelli fuori sede”, ricorda Brizzi pensando alla metà degli anni ’90. “Ci dicevamo, in piazza Verdi, che avevamo soltanto la nuova musica elettronica, che aveva solo aperto questo nuovo locale chiamato Link, c’erano solo queste serate al Livello 57…”. Una “modestia involontaria di origine cattolica”, l’ha definita il nostro ospite che ha ammesso comunque che, mano a mano che aumentava il successo intorno al suo romanzo, esultava come Tardelli in Spagna nell’82 a ogni ristampa: c’era la gioia “a braccetto con lo spaesamento”, esemplificato da un invito al Maurizio Costanzo Show che non si poteva rifiutare, pur dovendo subire il diagio di comprarsi una camicia nuova per l’occasione.

Abbiamo anche ricordato la prima presentazione del romanzo: a Budrio, in una sala deserta, fatta eccezione la presenza dei genitori dell’autore, anche personaggi del libro, e di un ragazzino con un’ombra di baffi. “È poi diventato il sindaco di Budrio“, ha chiosato Brizzi. E i suoi personaggi come li immagina, cresciuti di vent’anni? “Aidi era già proiettata all’estero da adolescente: immagino sia una rappresentante dei cosiddetti cervelli in fuga“: l’ennesima conferma dell’incredibile attualità di un piccolo grande romanzo che ha segnato le generazioni di due decenni.

Il ventennale di Jack Frusciante è uscito dal gruppo sarà celebrato domani sera al Locomotiv Club con un reading e un doppio live insieme a Diaframma e Santo Niente, due band citate nel romanzo e presenti nella colonna sonora dell’omonimo film prodotto nel 1996.

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