Emilia-Romagna. Saliera eletta presidente dell’Assemblea

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29 dic. – Si è svolta oggi la prima seduta dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna eletta lo scorso 23 novembre. I consiglieri hanno eletto Simonetta Saliera presidente dell’aula e hanno scelto i 6 componenti dell’ufficio di presidenza. Saliera, candidata dal suo partito, il Pd, e già campionessa di preferenze alle urne, è stata votata anche da Lega nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre il Movimento 5 Stelle si è astenuto “per coerenza”, ha spiegato la capogruppo Giulia Gibertoni. “Apprendiamo ora che veniamo tenuti fuori dall’ufficio di presidenza, c’è una questione di rispetto del corpo elettorale”, ha aggiunto nel suo intervento in aula Gibertoni. Poco prima, infatti, si era capito che non ci sarebbe stato posto per nesseuno dei 5 consiglieri grillini e il voto lo ha confermato: sono stati eletti come vice presidenti Ottavia Soncini (Pd) e Fabio Ranieri (Ln), come segretari Yuri Torri (Sel) e Matteo Rancan (Ln), come questori Giorgio Pruccoli (Pd) e Tommaso Foti (FdI).

“Mi spiace non sia stato possibile rappresentare nell’ufficio di presidenza tutte le opposizioni”, ha detto il neo presidente della Regione Stefano Bonaccini intervenendo sulla questione e sottolineando che il centro sinistra abbia lasciato ampio spazio alle opposizioni.

“In politica bisogna cercare di dialogare, non ci si può chiudere dietro al web”, replica il capogruppo leghista Alan Fabbri è il M5S che non ha voluto dare fiducia

“E’ stata una mancata occasione dei 5 stelle”, secondo Saliera, anche lei convinta che il problema sia stato fra le opposizioni. La neo eletta presidente dell’Assemblea ha incentrato il suo discorso inaugurale sul lavoro, messo a dura prova dalla crisi economica, e sul legame fra istituzioni e cittadini – “la sfiducia ha superato il livello di guardia”, ha detto riferendosi all’affluenza ferma al 37%. In conclusione, sorprendendo tutti, ha invitato laicamente i colleghi a fare proprio il recente discorso di papa Francesco sulle 15 “malattie” della curia.

Fuori dall’aula nel frattempo, sotto le bandiere Usb e appoggiati dall’Altra Emilia-Romagna, protestavano i lavoratori delle province, preoccupati di perdere il lavoro per effetto della riforma Delrio e dei tagli imposti dalla legge di stabilità

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