Emilia Romagna. Fatturati cresceranno l’occupazione no

francesco trimarchi

Bologna, 9 giu. – Il report della Banca d’Italia sull’economia dell’Emilia-Romagna racconta di un’attività che ha continuato a contrarsi nel corso del 2013, anche se nella seconda metà dell’anno la flessione è stata meno accentuata, tanto che il Pil regionale è diminuito dell’1,6%, mentre nel 2012 era sceso del 2,4%.

L’export, che pure cresce modestamente, continua a essere il motore dell’attività economica regionale. La domanda interna, invece, continua a essere in “marcata flessione”, portata giù sia dagli investimenti che dai consumi di beni durevoli.

Ordinativi e produzione industriale sono stati ancora in calo, anche se meno nella seconda metà del 2013. Per quest’anno, secondo l’indagine realizzata da Bankitalia, le imprese regionali si aspettano una crescita dei fatturati e il riavvio dell’accumulazione di capitale, che per ora non si tradurrà in aumento dell’occupazione. Anzi, il numero di occupati si è ridotto ancora, soprattutto nella manifattura e sia le industrie che i servizi prevedono una diminuzione ulteriore. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il picco dell’8,5%. Per i giovani tra i 18 e i 29 anni è arrivato al 21,3% e fanno sempre più fatica a trovare lavoro i non laureati. Sono aumentati i part time involontari.

Le compravendite di case sono diminuite ancora, come i prezzi delle abitazioni. Il terziario, meno propenso all’export, ha ridotto il proprio volume di affari, con un calo delle vendite al dettaglio e delle presenze dei turisti italiani (in leggera crescita, invece, quelli stranieri).

La ricchezza delle famiglie emiliano-romagnole (soprattutto dovuta al possesso della prima casa) rimane elevata rispetto alla media nazionale (stimata nel 2012 in 187 mila euro procapite, il 30% in più della media nazionale e pari a 8,7 volte il reddito disponibile lordo).

Le banche hanno continuato a prestare meno soldi alle imprese, soprattutto a quelle piccole e nel settore manifatturiero. In calo anche i crediti alle famiglie, anche se, dal secondo semestre, i mutui per comprare casa sono in ripresa.

“Il quadro rimane ancora etremamente incerto”, riassume Francesco Trimarchi, direttore della Banca d’Italia di Bologna

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