Emilia-Romagna a rischio di illegalità economico-finanziaria

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Bologna, 15 dic. – Quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna, Modena e Bologna in testa, sono fortemente vulnerabili dal punto di vista economico, quindi potenzialmente a rischio di penetrazione da parte della criminalità organizzata. Famiglie e imprese sono entrambe bersagli potenziali, edilizia e ciclo dei rifiuti i settori economici più infiltrabili. Lo dice lo studio dell’Osservatorio sulla legalità in Emilia-Romagna di Universitas Mercatorum e Unioncamere Emilia-Romagna.

Nel campo dell’illegalità ambientale, il fenomeno è stato analizzato anche oltre i confini emiliano-romagnoli, verso l’alta Toscana, perché la criminalità organizzata si sta diffondendo a diverse velocità in tutta la penisola, spiega Andrea Mazzitelli, ricercatore dell’Universitas Mercatorum.

Per capire come si intrecciano e si modificano i vari tipi di alleanze che rendono possibile i fenomeni di illegalità connessi alla criminalità organizzata, in un’area grigia “composta in modo variabile da professionisti, politici, imprenditori, burocrati”, l’Osservatorio ha usato anche indicatori non tradizionali, come un “indice di manovalanza“. “Le organizzazioni illegali per conseguire i propri obiettivi si avvalgono dell’operato a basso costo della manovalanza in grado di realizzare con profitto il cosiddetto ‘lavoro sporco’ – chiarisce Mazzitelli – Diverse indagini hanno ad esempio dimostrato che la criminalità organizzata arruoli al suo interno persone incensurate tra cui i disoccupati e i precari (sia giovani che di media età, sia italiani che extracomunitari) e i minorenni, che abbandonano presto gli studi e si rivolgono al mercato della microcriminalità”, conclude il ricercatore.

“Il nostro compito è sensibilizzare al tema della legalità e assistere gli imprenditori accompagnandoli a resistere ai condizionamenti e assistendoli nelle denunce”, ha detto il segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna Claudio Pasini.

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