“Educare alla cittadinanza”: parte da Bologna la legge di iniziativa popolare

Bologna, 20 lug. – Introdurre l’ora di “Educazione alla cittadinanza” come materia curricolare nelle scuole: è questo il senso della proposta presentata stamattina in piazza Maggiore. L’iniziativa, promossa da una delegazione di sindaci e amministratori locali, con il sostegno dell’Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), è sostenuta da diversi assessori della giunta Merola nonché del presidente del gruppo consiliare del Pd, Claudio Mazzanti.

Gli altri gruppi consiliari la valutano con curiosità. Marco Lisei di Forza Italia fa sapere che, pur non avendola ancora sottoscritta, il suo partito ci sta riflettendo senza chiusure pregiudiziali. Marco Piazza del M5s dichiara: “L’iniziativa sembra interessante. Prima di dare l’appoggio vogliamo capirla meglio e pertanto approfondiremo appena possibile. Verifichiamo se per caso dal nazionale hanno già avuto modo di valutarla”.

Una città, Bologna, in cui quasi ogni strada è caratterizzata da episodi resistenziali o intitolata a protagonisti della vita politica e civile del nostro Paese, in cui – come ha spiegato Pillati – è più sentita che altrove quella cultura democratica e costituzionale che l’iniziativa presentata stamattina vorrebbe far rinascere in un’Italia che ne avverte il bisogno.
Ma avrà mai la forza di farsi strada in Parlamento un provvedimento del genere? Claudio Mazzanti non ha dubbi: tutto dipende dal Movimento 5 Stelle, visto che sulla Lega non fa alcun affidamento. “Se il M5S ha ancora un minimo di dignità, possiamo farcela. Certo, è stato un errore da parte del Pd consegnarli alla Lega” aggiunge Mazzanti, visibilmente in contrasto con la linea seguita negli ultimi mesi dal suo partito.
La proposta di legge è stata già firmata da diversi assessori e consiglieri comunali e adesso avrà bisogno delle cinquantamila firme previste dalla Costituzione per arrivare in Parlamento e iniziare il proprio iter.
A tal proposito, informa il sito del comune, è possibile firmare anche presso gli Urp (Ufficio per le Relazioni Pubbliche) di quartiere previa telefonata per la verifica della presenza della modulistica. Il termine della raccolta firme è il 2 agosto compreso.

I promotori ostentano fiducia, convinti che da Bologna, città medaglia d’oro della Resistenza, possa partire, ancora una volta, la riscossa culturale e civica del Paese. Non si nascondono, tuttavia, le difficoltà legate alla stagione di disincanto, disaffezione e crisi dell’intero impianto costituzionale che l’Italia sta attraversando ormai da anni.

di Roberto Bertoni

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