Edda: “La spiritualità è una graziosa utopia”

24 mar. – “Non ti so dire se è cambiato qualcosa nella musica negli ultimi decenni perché non me ne è mai fregato niente. Non ci pensavo a vent’anni, figurati adesso che ne ho cinquantaquattro. Per me la musica è sempre stato scrivere canzoni e basta“, afferma Stefano Rampoldi, in arte Edda, venuto a Maps per presentarci il suo ultimo disco Graziosa utopia, un’opera inquieta e poetica, testimonianza di un artista che lungo la sua vita ha incontrato e fatto sue svariate personalità: “Mi definisco ricchione e autore di musica leggera“, scherza.

Dieci pezzi che costituiscono un album cantautoriale, composto da armonie tonali che si incrociano a poetiche sensibili e allo stesso tempo dure e incisive. I testi, spesso scritti al femminile, gravitano intorno alla dicotomia “tu-e-io”: “Se le parole non mi vengono in maniera fluida, faccio una gran fatica a scriverle. Per questo non mi riesce spiegarle. Sono una finestra aperta sul momento in cui stavo componendo il pezzo, l’espressione di quel sentimento. ‘Brunello’, ad esempio, penso che abbia un testo bellissimo. Ma il senso non so spiegartelo“.

Un percorso di vita fortemente improntato alla spiritualità che lo ha portato ad avvicinarsi agli Hare Krishna: “Se non mi sono rinchiuso in un convento o non sono restato in India è perché sono un coglione che ha bisogno di assecondare i suoi istinti più bassi. Però da cimque anni recito quotidianamente i mantra e cerco di impegnarmi”. Tale visione trova concretezza nel titolo del disco: “Quella che noi definiamo ‘realtà’ è soltanto un sogno, un incubo a occhi aperti. Ma arrivare a capirlo è solo una graziosa utopia“.

Nonostante ascolti poca musica, Edda ci svela di nutrire amore per gli Ex-Otago, “di cui ho apprezzato molto Marassi“, o Pop X: “Gli ho scritto che mi piacevano un sacco e non sapevo perché. Loro mi hanno risposto: perché sei frocio”.

Ascolta l’intervista e il live acustico di Edda.

Antonio Ciulla

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.