Economia. Unioncamere prevede una moderata ripresa in regione

maurizio torreggiani

Bologna, 19 dic. – Ci siamo. La ripresa per l’Emilia-Romagna sembra, questa volta, essere a portata di mano. Certo, il
quadro complessivo resta difficile, perche’ la disoccupazione resta alta rispetto ai livelli storici, i consumi non ripartono (-3,3% le vendite al dettaglio), la produzione industriale ristagna, l’edilizia soffre ancora molto (-4,6% il valore della produzione). Eppure qualcosa si muove lungo la via Emilia.
Perche’ il 2014, stando alle previsioni di Unioncamere, che oggi, assieme alla Regione, ha presentato il rapporto annuale
sull’economia, dovrebbe chiudersi con il segno ‘piu”: il Pil a fine anno cresce dello 0,3%, contro la diminuzione dello 0,4% attesa per l’Italia. La ripresa si dovrebbe consolidare nel biennio 2015-2016, quando la crescita del Pil e’ prevista in ulteriore aumento (+1% e +1,5%).
A trainare il sistema produttivo locale e’, come sempre, l’export, cresciuto del 4,2% nei primi nove mesi dell’anno,
soprattutto grazie alla meccanica (+2%), gli autoveicoli (+9%), la moda (+5,3%). Bene anche le piastrelle (+5,8%), in
controtendenza il sistema agroalimentare (-0,4%), flessione dovuta soprattutto ai prodotti agricoli (-3,3%). A fine settembre la consistenza delle imprese attive e’ diminuita dell’1,1%: in termini assoluti si tratta di 4.600 imprese in meno in quasi tutti i comparti, con l’unica eccezione dell’energetico (+2,1%) grazie alla spinta delle energie alternative. A soffrire di piu’ sono le imprese giovanili, diminuite del 4,7%. Nel corso dell’anno si e’ registrato un leggero incremento dell’occupazione (+0,1%), determinata dagli occupati autonomi (+0,7%), mentre sono
diminuiti dello 0,1% gli occupati alle dipendenze. Si dovra’ attendere il 2023, pero’, per tornare ad un tasso di
disoccupazione al 3,8%.
Per i prossimi due anni Unioncamere e Prometeia descrivono un’economia in ripresa. Parte fondamentale
in questo processo di rilancio lo avranno i fondi strutturali destinati dall’Ue all’Emilia-Romagna, circa 2,5 miliardi di euro.
Oltre alla riduzione della disoccupazione, questa iniezione di risorse determinera’ una maggiore apertura ai mercati esteri, cosi’ come aumentera’ la capacita’ di creare nuove imprese e il numero dei ricercatori presenti nelle aziende (17.000). (DIRE)

Per il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Maurizio Torreggiani, lo stato di affaticamento dell’economia regionale è compensato dalla tenacia degli imprenditori e per superare la stagnazione attuale servono investimenti sull’innovazione che mirino al mercato internazionale.

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