Ecomondo. Poletti strappa applausi green facendo il renziano

polettiBologna, 6 nov. – “Questa non è un’altra economia, vorrei fosse l’economia”. Dice così il ministro Giuliano Poletti agli imprenditori del green, l’unico settore che anche in tempi di crisi è cresciuto e che, nei piani del governo, dovrebbe assorbire i lavoratori provenienti dai settori, come le costruzioni, che non potranno tornare ai livelli occupazionali pre crisi.

Come? La ricetta del ministro coinvolge più attori. Un po’ lo devono fare le imprese, soprattutto “uscendo dall’autoreferenzialità che ha contraddistinto il settore”. Un po’ la società, cambiando il paradigma culturale. Il governo invece, spiega Poletti, dovrà sostenere la ricerca, combattere la burocrazia e “garantire regole certe e durature”. “Gli incentivi per gli infissi non possono durare dal 31 dicembre al 30 giugno”, dice Poletti che raccoglie l’applauso della sala.

Non poteva mancare la difesa a spada tratta del jobs act: questa norma è approvabile così com’è “perché siamo convinti farà fare un passo avanti al paese”. Non servono modifiche alla Camera. Anzi i tempi per il ministro sono ormai già stretti. “Spero di vedere operativo il contratto a tutele crescenti già dal prossimo gennaio”, dice. Da più parti, nei giorni scorsi, si è accusato il Governo Renzi di eccessivo dirigismo: “Può anche essere vero”, ammette Poletti, che però parte all’attacco: “L’Italia è il paese del sì però, noi abbiamo deciso di abbandonare il però. Abbiamo deciso di fare, forse sbaglieremo, ma lo faremo noi, non sbaglieremo in conto terzi”. L’ostentato piglio renziano di Poletti piace agli imprenditori green che applaudono convinti.

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