Duemila al corteo per i migranti. Ada Colau: “Salvini va fermato”

Bologna, 20 giu. – Salvini? “Le sue posizioni sull’immigrazione sono pericolose e razziste”. La schedature dei rom? “Qualcosa che ricorda il fascismo è il nazismo, bisogna opporsi in piazza e nei tribunali”. Il ruolo del governo italiano a trazione leghista in Europa? “Pericoloso, crea conflitti che possono portare voti facili nel breve periodo, ma distruggere l’Unione europea”. La sindaca di Barcellona Ada Colau, esponente di spicco della sinistra municipalista spagnola, arriva a Bologna e partecipa alla manifestazione per i diritti dei migranti e contro il governo Salvini-Di Maio.

      Ada Colau su Salvini

A scortare Colau in una sorta di cordone di sicurezza in mezzo al corteo attiviste e attivisti dei centri sociali Tpo e Làbas, organizzatori di una manifestazione che ha portato in strada duemila persone, i sindacati di base Adl Cobas e Usb, Coalizione civica e, sopratutto, tanti migranti. Persone che hanno rivendicato con orgoglio le loro origini e la loro vita, ma che hanno anche detto di avere paura. “Vogliono schedare i rom, poi passeranno a chi ha la pelle nera”, dice una ragazza di colore. “ Io sono cittadina italiana, sono stata adottata ma ho paura”.

“È da questa piazza che può partire una risposta al governo Salvini-Di Maio, un governo razzista che vuole dividerci sulla base del colore delle pelle e del genere – dice Ada Talarico del centro sociale Tpo – ma noi diciamo no a tutto questo, la pacchia ora è finita per loro e queste persone lo dimostrano”.

Le voci dal corteo.

 

      Migranti e italiani, in piazza per i diritti

 

Al corteo esponenti di Coalizione civica, i due consiglieri Federico Martelloni e Emily Clancy, l’ex assessora Amelia Frascaroli, Roberto Morgantini della Cucine Popolari, sindacalisti di base e esponenti del movimento per la scuola pubblica. Non si vede il Partito democratico. Tra i cartelli e gli interventi al microfono dei manifestanti anche attacchi all’ex ministro dell’interno, il dem Marco Minniti, responsabile – dicono i manifestanti – “di avere aperto la strada a Salvini”.

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