Ducati. La Fiom frena: “No a delocalizzazioni e lavoro domenicale”

Bologna, 16 dic. – C’è già chi ha scomodato la parola “rivoluzione”. La proposta di un nuovo accordo integrativo in Ducati ha sollevato molti entusiasmi, in testa a tutti la Cisl che ha parlato di “possibilità storica di fare un accordo che faccia scuola a livello nazionale” – queste le parole del numero uno del sindacato bolognese Alessandro Alberani. A frenare ci pensa la Fiom, che in Ducati è il sindacato più rappresentativo.

Le tute blu di Landini ne stanno discutendo e ne discuteranno a lungo, ma già dicono ‘no’ ad alcuni delle richieste aziendali. A cominciare dal lavoro domenicale. “Lavorare sette giorni su sette è un sacrificio insopportabile – dice Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom-Cgil – vorrebbe dire distruggere la vita dei lavoratori che sarebbero costretti ad andare in fabbrica 28 domeniche e 26 sabati l’anno. Bisogna negoziare questo aspetto, così come bisognerà modificare la proposta di vincolare parte del salario alle presenze dei lavoratori. Non sarà semplice, ci confronteremo con la controparte tutto gennaio e febbraio e poi ci sarà il voto dei lavoratori”.

Altro punto che non piace alla Fiom è l’annunciata delocalizzazione di alcune produzioni in Tailandia e Brasile. I motori da 400cc saranno prodotti solo all’estero. Si tratta della gamma bassa della Ducati, mentre a Bologna resterà tutta la produzione per il mercato europeo. C’è però un problema: “E’ vero, in tre anni saranno assunte in città un centinaio di persone – dice Papignani – Ma le commesse per le produzioni delocalizzate si sposteranno all’estero, e così ci saranno ricadute negative sull’occupazione dell’indotto. Penso ad esempio alla Verlicchi. Potrebbero essere colpiti centinaia di operai del settore”. Nonostante tutto c’è volontà di confronto. “La Ducati non è certo la Fiat – spiega il numero uno della Fiom regionale – Dopo la sentenza della Corte costituzione le nostre rsu sono state formalmente accettate in Ferrari, ma non non sono riconosciute dal punto di vista della contrattazione sindacale. A Maranello non possiamo nemmeno indire un’assemblea”.

Sulle proposte restanti potrebbero esserci invece esserci meno problemi. Ad esempio si parla di aprire l’assistenza sanitaria integrativa aziendale anche alle coppie di fatto. Altra proposta aziendale è quella di estendere la produzione su tre turni (6-14, 14-22, 22-6) e di passare da un orario di lavoro effettivo di 6 ore ad uno di 7 ore e mezzo. Infine ok di massima dell’azienda ai 2500 euro di premio di risultato chiesti dai sindacati, tutto da discutere invece l’assegno supplementare da 1900 euro legato anche alle presenze. Poi c’è l’idea Ducati di far lavorare gli operai per 4 giorni e garantire loro un riposo lungo di altri 4 giorni. A preoccupare la Fiom, però, è il lavoro domenicale.

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