Dormivano su materassi in strada. Daspo urbano per 10 senza casa a Bologna

Bologna, 22 nov. – Bologna comincia ad utilizzare il Daspo urbano introdotto dalla legge 48 del 18 aprile 2017, più conosciuta come legge Minniti, contenente le “disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”.

Nella serata di ieri, infatti, la Municipale (intervenendo insieme agli agenti della Polizia di Stato) ha sanzionato dieci persone che “bivaccavano” sotto il portico di viale Masini, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, notificando contestualmente altrettanti ordini di allontanamento.

E’ la prima volta che questo strumento viene utilizzato a Bologna, sottolinea il Comune diffondendo la notizia. “Le persone sanzionate e cui è stato notificato il Daspo urbano- spiega Palazzo D’Accursio- erano sdraiate su materassi e accerchiate da numerose masserizie, impedendo di fatto la fruizione del passaggio pedonale nelle vicinanze di infrastrutture ferroviarie”. Dopo gli accertamenti di rito, una delle persone è risultata gravata da un foglio di via da Bologna e pertanto denunciata a piede libero. Al termine della contestazione dei verbali, “tutte le persone si sono allontanate consentendo agli operatori di Hera la pulizia dell’area”, conclude l’amministrazione.

Daspo a Bologna. Piazza Grande: “Spaventoso, serve ripensare l’accoglienza”

“Mi prendo ovviamente la responsabilità politica di questa decisione – dice l’assessore alla sicurezza del Comune di Bologna Riccardo Malagoli – Quelle persone erano già state contattate dai servizi sociali e non hanno accettato le nostre offerte di aiuto. Altri Daspo arriveranno in futuro? Se sarà necessario”. Malagoli racconta di un gruppo di senza casa che aveva causato “disagio” ai residenti, obbligandoli “a passare sopra la gente rientrando in casa”, persone che avevano creato un problema di “decoro urbano” e che non erano più avvicinabili. “La situazione si era incancrenita e abbiamo scelto il Daspo, niente di diverso rispetto al passato quando li mandavamo via. Ma non dite che queste è una guerra ai poveri, l’amministrazione investe molto nell’accoglienza e nel caso specifico i servizi sociali si sono mossi prima della polizia urbana e dei Daspo”.

      Riccardo Malagoli Daspo Urbano

 

 

Nel marzo di quest’anno l’assessore alla sicurezza del Comune di Bologna Riccardo Malagoli aveva sollevato perplessità sulla questione del Daspo Urbano perché “bisogna evitare una guerra fra poveri e, rispetto alla questione della lotta al degrado, mi chiedo come si possa far davvero funzionare un provvedimento di questo tipo”. Sette mesi fa Malagoli paragonò la possibilità di Daspo, all’interno della legge Minniti, al divieto di allaccio dell’acqua agli occupanti previsto inizialmente dal cosiddetto Piano Casa Lupi. Un divieto contro cui lottò anche il sindaco di Bologna Merola.

      Malagoli sul Daspo Urbano

 

Le reazioni. “Cosa facevano lì quelle persone? Una performance? Un picchetto? Un’installazione artistica? No. Quelle persone sono povere e non hanno un posto dove dormire. E sono state sanzionate e punite per reato di povertà”, recita un comunicato di Coalizione civica. “Persone spazzate via, con le poche cose che possedevano. Pulizia è fatta. Per la giustizia toccherà aspettare. Siamo così amareggiati e disgustati da questa notizia che anche commentarla ci risulta difficile. Del resto l’applicazione del Daspo urbano”anche a Bologna era nell’aria: il sondaggio telefonico che sta svolgendo il Comune sul tema della sicurezza conteneva già tutta l’adesione della Giunta Merola al vento xenofobo e populista che soffia sempre più forte in Italia e in Europa, un vento che porta a stigmatizzare lo stato di bisogno e la povertà come una colpa. Faremo di tutto affinché la Bologna civile si rivolti contro questa guerra ai poveri che ha sostituito l’unica guerra che un’amministrazione decente dovrebbe intraprendere: quella alla povertà e valuteremo inoltre se ci sono i margini per avviare ricorsi contro provvedimenti di questo tipo”.

“Leggere che a Bologna sia stato usato il daspo urbano contro 10 persone che dormivano sotto i portici mi fa molto male – attacca il parlamentare di Sinistra Italiana Giovanni Paglia -Le nostre città un tempo provavano a dare un tetto a chi non ne aveva uno, mentre ora si preoccupano di cacciarlo lontano dagli occhi. Resta da capire se sia peggiore il mandante Minniti o i tanti sindaci esecutori”.

I daspo sono bocciati, un po’ a sorpresa, anche dalle leghista Lucia Borgonzoni. “I Daspo fatti così sono uno spot – dice la consigliera comunale del Carroccio – in città ci sono fogli di via che la Questura non riesce a controllare, come possiamo pensare che la polizia municipale controlli un provvedimento come i Daspo. Servono controlli sempre, non inutili spot”.

“Mi sembra una decisione grave e sbagliata, perché non solo non risolve i problemi ma colpisce chi è in una situazione di difficoltà, gli ultimi e gli esclusi – dice il consigliere comunale del Pd Francesco Errani – I problemi non si risolvono con la forza o immaginando di nasconderli, allontanandoli. Quella dei senzatetto è un’emergenza straordinaria, parliamo di persone con problemi legati alle dipendenze ma anche uomini e donne in situazione di povertà relazionale ed economica, senza un lavoro. Serve invece solidarietà e un vero sistema di accoglienza a Bologna”.

“La povertà non è una colpa, non si risolve spostandola, il Daspo non serve a niente! Mettiamo in campo la Dispo-nibilità verso gli altri, le loro storie, i loro fallimenti e le loro capacità! Che sono così come i nostri e le nostre”, così Carlo Francesco Salmaso di Piazza Grande, cooperativa sociale che si occupa di povertà e senza casa, da tempo impegnata in progetti di housing first col Comune di Bologna.

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