Dopo il Veneto Hera punta al Friuli. I referendari: “Così sempre più fuori controllo”

9 sett. – Continua lo shopping di Hera, multiutility bolognese che si occupa di rifiuti, energia e acqua. Dopo l’acquisizione della veneta Aps-Acegas, ora Hera punta all’udinese Amga.  “Prende il via una fase di analisi, in esclusiva, per l’eventuale aggregazione di Amga nel Gruppo Hera. In caso di esito positivo del percorso, l’aggregazione delle due realtà potrebbe portare positivi impatti per tutti i soggetti interessati” ha spiegatos Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Hera. Una conferma di quanto dichiarato da Tomaso Tommasi il 5 settembre  a margine dell’Italian Infrastructur Day 2013: ”Non abbiamo mai detto che ci sarà una sospensione del processo di aggregazione delle utility”.

Nel frattempo, aspettando eventuali acquisizioni, Il consiglio di amministrazione del gruppo Hera ha deliberato, in attuazione alla delega assembleare del 15 ottobre 2012, l’aumento del capitale sociale per un importo massimo di nominali 80 milioni, funzionale all’ingresso di Fondo Strategico Italiano (FSI). “L’aumento di capitale si inserisce nel piano di rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo nonché per sostenere gli esborsi finanziari, diretti ed indiretti, che potranno derivare dalla realizzazione dell’ulteriore sviluppo o da altre operazioni utili a consolidare il posizionamento strategico del Gruppo Hera e le relative prospettive reddituali”

“Gli enti locali avranno sempre meno potere e saranno sempre più incentivati a cedere le loro quote di controllo“, spiega Andrea Caselli dei Comitati per l’Acqua Bene Comune.

In foto Tomaso Tommasi di Vignano, presidente di Hera spa.

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