Dopo Bagnasco, Lupi. Referendum sempre più nazionale

6 mag.- Scende in campo anche il neo ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi contro il referendum del prossimo 26 maggio sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia private. E le parole dell’esponente di area CL bocciano la consultazione e invitano a votare B (i referendari del comitato Articolo33, che ha promosso la consultazione, sostengono l’opzione A per la cancellazione dei fondi). Per questo Lupi ha sottoscritto il manifesto a favore del sistema pubblico integrato della scuola e ha aderito all’appello del prof. Stefano Zamagni. Una presa di posizione che proietta il referendum bolognese in un agone sempre più nazionale dopo le parole del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco.

Francesca De Benedetti, sul suo profilo Fb commenta: “E dopo B come Bagnasco… C come Cielle…A come Adessobasta! Noi Votiamo scuola pubblicA!”. Contro le posizioni di Lupi anche Cathy La Torre, capogruppo di Sel in consiglio comunale e il deputato vendoliano Giovanni Paglia, a conferma della portata della questione referendaria che ha superato le mura bolognesi. “Consiglio al ministro, per meglio svolgere il suo attuale incarico, di liberarsi della propria appartenenza ideologica, che messa alla prova in Lombardia non ha peraltro dato grande prova di se” ha scritto Paglia in una nota.

I socialisti intanto invitano a votare A, mentre anche Scelta Civica, come Lupi, si schiera con il fronte del B.

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