Disobbedire al digitale, è possibile?

Bologna, 1 dic. – C’erano una volta i sogni, ad occhi bene aperti, dei primi hacker, una società aperta in cui ognuno poteva smontare e rimontare ciò che facevano gli altri, copiare, controllare e modificare. C’era una volta l’emozione del primo programma che funziona! Anche se aveva solo disegnato un triangolo…
Ed ora? Amazon, Facebook e Google si sono presi tutto: anche il nostro entusiasmo è vittima di un algoritmo, è catalogato, è un dato da vendere.
Ma la rete oggi coinvolge sempre più persone, per sempre più tempo, nei luoghi e dei tempi, anche privati, che mai avremmo pensato di far diventare pubblici. E’ possibile disobbedire a tutto ciò?
Ce ne parla a Pensatech Nicola Zamperini, autore del “Manuale di disobbedienza digitale“, edito da Castelvecchi.
E a proposito di multinazionali del web, vi proponiamo anche un approfondimento sull’ultima lettera dei dipendenti di Google, in protesta contro il progetto Dragonfly. Ne abbiamo parlato con Michele Mastandrea, collaboratore di Infoaut.

Intanto la pubblica amministrazione è alle prese con la sua imponente trasformazione digitale. Si è tenuto mercoledì 28 novembre il raduno dei Responsabili per la Transizione al Digitale, organizzata dalla PA Digitale, abbiamo chiesto “a che punto siamo?” ad Ernesto Belisario, avvocato fondatore della PA Digitale e organizzatore dell’iniziativa.

Infine una puntata di ECOEtico, la rubrica dedicata al trattamento etico dei dati, dal sapore natalizio. Tutti pronti per scrivere la vostra letterina a Dato Natale? Ospite a Pensatech, insieme a Valentina Bazzarin, ErikaMarconato di CivicHackingIT.

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