Diritto di Sapere. La trasparenza in Italia non è un diritto

Bologna, 25 feb. – Diritto di sapere da un paio d’anni promuove la cultura dell’accesso all’informazione e ha lanciato una nuova piattaforma: “Chiedi!”. Un titolo che è esemplificativo perché il nuovo strumento permette di fare domanda a Ministeri e Regioni usando le leggi italiane sull’accesso e tutto ciò che verrà chiesto sarà anche pubblicato. Guido Romeo (@guidoromeo) di “Diritto di Sapere” ci fa alcuni esempi delle domande possibile: i dati sulla spesa, dati ambientali e tutte le informazioni per i quali “hai un diritto legittimo”.
Questa formula è per l’Italia il grosso limite nell’accesso delle informazioni, perché soggetta a interpretazioni. Le domande di accesso alle istituzioni pubbliche in Italia restano spesso senza risposta: “Una delle mission di Chiedi è rendere evidente ciò che cittadini, giornalisti e associazioni chiedono e far emergere cosa riceve risposta” ci spiega Romeo.

Il 18 febbraio all’intergruppo Camera e Senato si è discusso di FOIA4Italy: una carta di trenta associazioni per chiedere che anche in Italia venga riconosciuta la trasparenza come diritto, non solo il diritto all’accesso agli atti. Ce ne parla Ernesto Belisario (@diritto2punto0).

La puntata di Pensatech

      2015-02-20-pensatech

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