Diritti nel piatto. “Basta parlare di città del cibo, parliamo di città dei diritti”

Bologna, 12 nov. – Nella città del cibo, così come è ormai soprannominata Bologna, grazie al turismo sono stati creati 10 mila posti di lavoro in pochi anni. Ma qualcosa non sta funzionando. Spesso si tratta di lavori poco pagati, a volte in nero o con forti irregolarità. Anche per contrastare questa situazione ormai un anno fa il Comune di Bologna si è dotato di un nuovo regolamento che prevede la concessione dei dehors a bar, ristoranti e pub il cui titolare si sia reso responsabile “gravi violazioni della normativa in materia di lavoro“.

“A dicembre 2018 abbiamo proposto le modifiche sul regolamento dehors, che poi sono state approvate, ma ad oggi non si è visto nulla di concreto”, racconta il capogruppo di Coalizione civica in Comune Federico Martelloni.

“Ad oggi non abbiamo notizie di interventi di questo tipo – conferma Stefano Biosa della Filcams Cgil – Ad intervenire potrebbe essere la polizia municipale, che in teoria potrebbe verificare le condizioni di lavoro”, spiega Biosa per poi aggiungere: “Per ora però non succede. Abbiamo lo strumento ma non l’attuazione. Serve la volontà politica. A Bologna ci sono le condizioni per intervenire. Oltre della ‘città del cibo’ bisognerebbe iniziare a parlare della ‘città dei diritti’“.

 

      Diritti nel piatto - Cosa può fare il Comune di Bologna

 

Ogni martedì su Radio Città del Capo dalle 8.45 alle 9 la trasmissione “I diritti nel piatto” vi racconta il lato oscuro della città del cibo. Se volete contattarci e raccontarci la vostra storia potete scriverci a diretta@radiocittadelcapo.it oppure mandarci un sms o un messaggio WhatsApp al 3487649289

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