Direttiva Salvini. Il sindaco di Ferrara: “È campagna elettorale, ma il rischio stravolgimento democratico c’è”

18 apr. – La direttiva Salvini che permetterà ai prefetti di “sostituire” i sindaci nell’istituzione delle “zone rosse”? Per il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani si tratta di “una politica degli annunci” e “un pezzo di campagna elettorale”. E quando la circolare si concretizzerà? “Saremmo di fronte allo Stato che non fa la sua parte ma che insegna ai sindaci a fare il loro lavoro”.

Perché le città, sostiene Tagliani, “non hanno solo bisogno di strumenti che durano 24 ore (i mini-Daspo, ndr) e che spostano un ubriaco da una zona all’altra”. Il problema “non è perimetrare le zone rosse, ma espellere chi deve esserlo e reprimere in termini corretti e rapidi chi delinque. Questo riguardano le forze dell’ordine, il numero degli agenti, i processi e il sistema della giustizia che deve funzionare”.

E’ possibile immaginare il Ministro dell’Interno che interviene tramite Prefetto nelle dinamiche elettorali di una città che si avvicina al voto amministrativo? “Se succedesse si stravolgerebbero regole a volte anche non scritte che stanno nella Carta costituzionale come principi. Se invece di leale collaborazione tra istituzioni si parla di inserire corsie preferenziali tra ministri, governo e alcune realtà locali, questo sarebbe quasi un attentato alla Costituzione e alla libertà. Voglio pensare non si arrivi fino a lì, ma se così fosse ci sarebbe uno stravolgimento di alcuni importanti principi di diritto e di democrazia”.

Infine una considerazione più generale sul tema della sicurezza. “La campagna elettorale – ragiona Tagliani – si gioca sopratutto su questo, e la Lega ne ha fatto un investimento mediatico e politico da anni. Difficile spostare l’attenzione su ambiente, traffico e altri temi. Se non si riesce a dire che la città non è solo la sicurezza – conclude il sindaco di Ferrara – allora vince la Lega“.

      Tiziano Tagliani

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