Di nuovo in aumento i detenuti in Emilia-Romagna

5 lug. – Negli ultimi giorni sono in aumento le persone detenute nelle carceri dell’Emilia-Romagna, salite da 3.500 a 3.700 a fronte di 2.500 posti regolamentari. “L’effetto sfollamento dovuto al sisma sta finendo e le persone stanno tornando”, ha spiegato la garante regionale Desi Bruno, sentita questa mattina in Commissione consiliare a Bologna. Nella sua “Relazione annuale delle attività svolte per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, Bruno descrive una situazione di sovraffollamento “ancora attuale”, anche alla Dozza di Bologna, dove ieri si contavano 929 detenuti, in una struttura che ha capienza massima di 428 posti. Diventerà un carcere di bassa e media sicurezza, con lo spostamento a Parma di una sezione di massima sicurezza.

Nell’istituto minorile del Pratello, invece, il sovraffollamento è diminuito e oggi ci sono 17 ragazzi che dormono in 4-6 per stanza, tutti stranieri (“non si verificava da tempo”, ha aggiunto Bruno), di cui 9 “giovani adulti”, di età compresa fra i 18 ai 21 anni. Qui un piano è chiuso per carenza di personale mentre gli spazi esterni non possono essere utilizzati perché sono in corso lavori.

“Spero che il Cie di Bologna sia chiuso per sempre”, dice Bruno commentando l’attuale chiusura del Centro di identificazione ed espulsione di Bologna, che non ha riaperto più dopo una ristrutturazione. Come quello di Modena, negli ultimi anni risultava sovradimensionato rispetto alle persone recluse. Fra qualche giorno la garante andrà a visitare il Cie modenese, gestito dal Consorzio Oasi, lo stesso che gestiva quello bolognese e che è stato revocato dalla Prefettura locale.

“E’ molto grave oggi l’assenza della garante bolognese”, ha detto alla fine della Commissione il consigliere Pdl Daniele Carella, che aveva chiesto perché non fosse presente Elisabetta Laganà, che compariva nella lista degli invitati sul foglio di convocazione. “E’ stata invitata e per sue ragioni personali non poteva essere presente”, ha detto il presidente della Commissione Pasquale Caviano, bacchettato dalla consigliera Raffaella Santi Casali per non averlo esplicitato a inizio seduta.

(Foto in homepage di Roberto Serra/IguanaPress)

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