Dda Bologna. Record inchieste sulle ecomafie

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17 giu. – Sono state 23 le inchieste su presunti traffici illeciti di rifiuti in Emilia-Romagna, aperti dalla Dda di Bologna in due anni e mezzo. Un record, se si considera che nello stesso arco di tempo la Dda di Napoli ne ha aperti 20. Il dato emerge dal rapporto 2013 di Legambiente sulle “ecomafie” e sui reati ambientali.

L’Emilia Romagna è decima con 1.035 infrazioni ambientali, il 3% sul totale delle 34.120 scoperte in tutta Italia (il 45% si sono verificate in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) per un ‘giro’ complessivo di 16,7 miliardi di euro che si spartiscono tra loro 302 clan. In regione sono 944 le persone denunciate, 410 i sequestri. Nel rapporto Ecomafie 2013 la regione appare divisa in tre zone: Bologna, l’Emilia e la Romagna. Se a Bologna gli esponenti di clan di diversa provenienza hanno trovato una sorta di “convivenza pacifica”, in Emilia domina il clan di Cutro (la cosiddetta “altra ‘ndrangheta“), che tende a “saccheggiare” il territorio per riportare i guadagni “in patria”, mentre la Romagna è nella morsa dei Casalesi che, dalla droga, sono passati ad occuparsi anche di strutture alberghiere.  A preoccupare è in particolare Rimini, per i fenomeni di abusivismo edilizio.

Enrico Fontana dell’osservatorio ambiente e legalità di Legambiente

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