David Sassoli: “Comunismo e nazismo sono diversi, la storia non si riscrive”

6 ott. – “Equiparazioni improprie che minano la nostra identità”. Così, dal palco delle celebrazioni per il 75 esimo anniversario dell’eccidio di Marzabotto, il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha bollato la risoluzione Ue che accosta nazismo e comunismo.

Dal luogo simbolo della lotta al nazifascismo Sassoli ha così ribadito la sua contrarietà alla risoluzione approvata a Strasburgo dove, in alcuni passaggi, si mettono sullo stesso piano comunismo e nazismo. E lo ha fatto senza nascondersi, ma rivolgendosi direttamente ai suoi colleghi. “Se vogliono vedere dov’è nata l’Europa, li invito qui, a Marzabotto”, scandisce Sassoli, oratore ufficiale della commemorazione, sottolineando che “equiparazioni improprie minano la nostra identità” e accettando l’invito a promuovere un confronto con quelle forze che hanno sostenuto il documento.

La cerimonia per il 75 esimo anniversario dell’eccidio del 1944, che in pochi giorni costò la vita a oltre 700 civili, tra cui decine di bambini, ha avuto come tema centrale proprio la risoluzione sulla memoria europea.

Tra il pubblico sono spuntati vari striscioni contro il testo ed è stata in prima persona la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, a farsi portavoce del malumore di un’intera comunità: “Chiediamo a Sassoli di fare tutto il possibile per portare a una ridiscussione dei contenuti della risoluzione”, ha detto la Cuppi, sottolineando come si sia trattato di “un atto gravissimo da parte di un’istituzione che rappresenta tutti i cittadini europei” e definendo l’equiparazione come “voluta da alcune parti politiche che, a casa nostra in particolare, stanno avendo molto successo e sono vicine a formazioni neofasciste e neonaziste”. Sassoli ha accettato l’invito: “Mi impegno, perché presto vi sia un confronto fra il Comune e il Comitato per le vittime di Marzabotto con i gruppi parlamentari europeisti che hanno condiviso quella risoluzione”.

E ha ribadito la sua posizione: “Bene ha fatto la sindaca a richiamare tutti, anche le istituzioni europee, a evitare equivoci e pronunciare giudizi”, perché “revisionismi superficiali o interessati a giustificare quello che non può essere giustificato, provocano la perdita della nostra identità”. Tutti, ha proseguito, “siamo tenuti a rispettare le istituzioni, ma questo non significa essere d’accordo con conclusioni imprecise e confuse, perché la storia non si scrive a maggioranza e la storia non si scrive nei nostri Parlamenti”.

“Revisionismi superficiali o interessati a giustificare quello che non può essere giustificato, provocano la perdita della nostra identità – ha spiegato ancora Sassoli – e non rendono giustizia, ad esempio, a quanti nelle formazioni partigiane comuniste e nel Partito comunista italiano hanno lottato insieme ad altri democratici per la nostra libertà, e hanno contribuito alla nascita della Repubblica”.

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.