Daspo a Bologna. Piazza Grande: “Spaventoso, serve ripensare l’accoglienza”

Bologna, 23 nov. – Il Daspo urbano? “Se lede i diritti individuali dalla persona noi impugneremo quel provvedimento”. A dirlo è Antonio Mumolo, consigliere regionale del Pd e presidente di Avvocato di Strada, onlus che si occupa di dare assistenza legale ai senza casa. Lunedì notte la municipale di Bologna ha multato 10 senza casa mentre stavano dormendo sotto i portici di viale Masini, nei pressi della stazione dei treni. Per i 10 è scattato anche il Daspo urbano, un provvedimento di allontanamento di 48 ore (estendibile a 6 mesi in caso di recidiva). Il motivo? Quelle persone, ha spiegato il Comune in una nota, “erano sdraiate su materassi e accerchiate da numerose masserizie, impedendo di fatto la fruizione del passaggio pedonale nelle vicinanze di infrastrutture ferroviarie”.”Non si tratta di un divieto generale che colpisce categorie di persone – ragiona ancora Antonio Mumolo –  Il Daspo è un provvedimento individuale che scatta solo a certe condizioni. Certo, ho molti dubbi sulla capacità del Daspo di risolvere i problemi”.

Ad attaccare la scelta del Comune di Bologna è Coalizione Civica. “Così il sindaco si trasforma in sceriffo, siamo indignati. Avevamo presentato un odg per bloccare il Daspo in città e il Pd ha bocciato il nostro documento. Le marginalità vanno prese in carico non spostate da un portico a un’altra città”, dice Emily Clancy di Coalizione Civica.

A bocciare l’iniziativa della municipale bolognese anche Piazza Grande, storico giornale di strada nasce a Bologna nel 1993 per contrastare l’esclusione sociale e affermare i diritti dei senzatetto. “La legge Minniti che permette il Daspo urbano ha una struttura discriminatoria verso la marginalità e la povertà – dice il direttore di Piazza Grande Leonardo Tancredi – il Daspo non viene comminato a chi commette un reato ma a chi, a causa della propria condizione, occupa uno spazio pubblico. Chi stava in viale Masini non ha commesso un reato, stava semplicemente dormendo. Il Daspo è preoccupante e spaventoso: bisogna evitarlo e se serve ripensare l’accoglienza per fare in modo che tutti possono essere assistiti”.

 

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