Dadamatto live: “Un inno alla morbidezza, alle curve, allo sfarzo” – AUDIO/VIDEO

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2 dic. – “Suoniamo insieme da un sacco e una volta avevamo un approccio diverso: eravamo più giovani e stavamo sempre insieme”: è iniziata con una nota nostalgica la chiacchierata fatta la scorsa settimana con i Dadamatto, band marchigiana attesa domani al Locomotiv Club insieme a Ronin e Maria Antonietta. Marco Imparato, Andrea Vescovi e Michele Grossi hanno pubblicato da poco il quarto album in una decina d’anni e hanno suonato in studio tre brani tratti proprio da Rococò. “Un inno alla morbidezza, alle curve, allo sfarzo“: così i nostri ospiti hanno definito l’ultimo lavoro: dieci tracce, comprese di prologo ed epilogo, che la band stessa ha prodotto con l’aiuto di Marco Caldera, già al lavoro con i Massimo Volume. E i contatti con la band bolognese non finiscono qua, visto che in un brano, “America”, Emidio Clementi presta voce e parole.

Con il trio siamo riusciti a parlare anche di strumenti musicali, in maniera crediamo interessante, ma senza scendere in eccessivi tecnicismi. Alla base dei suoni in Rococò, infatti, c’è un cambio di strumenti: in particolare i ragazzi hanno speso un sacco di soldi in tastiere, che assumono un ruolo fondamentale nell’equilibrio timbrico del disco, i cui pianoforti sono stati registrati in un luogo che conosciamo bene, il Labotron di Mirco Mariani.

Abbiamo anche chiesto ai ragazzi quale fosse il rapporto con la loro terra, esplicitato sin dal nome, espressione in sinigagliese che vuol dire “dare di matto”. E la band ci ha parlato dei locali che hanno permesso loro di vedere band come Father Murphy e X-Mary. Musiche molto diverse che hanno contribuito, però, all'”educazione” dei Dadamatto. E siamo quindi tornati all’inizio della chiacchierata con Marco, Andrea e Michele: assaggiate il loro nuovo disco, con gli audio e i video qua sotto, in attesa del live vero e proprio di domani.

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