Da Parigi a Bologna. Una mostra per raccontare l’incontro di Lizst e Rossini

Franz Liszt in un ritratto del 1839

Bologna, 12 dic. – Franz Liszt che visita la Pinacoteca di Bologna per ammirare la Santa Cecilia di Raffaello nel 1838, per incontrare poi Gioacchino Rossini. Questi e altri aneddoti sono raccontati dalla rassegna intitolata “Da Parigi a Bologna. In viaggio con Liszt e Rossini”. Si terrà nella Biblioteca di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro 20/2) dal 12 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019, dove saranno esposte alcuni documenti e ritratti del grande compositore, pianista e direttore d’orchestra Franz Liszt e di Gioacchino Rossini, provenienti dalla Fondazione Istituto Liszt e dalla Biblioteca e sarà ad ingresso libero. Sono in programma inoltre altri eventi culturali che uniscono arte e musica.

L’obiettivo della mostra è quello di “far conoscere Liszt e Rossini – spiega Rossana Dalmonte della Fondazione Liszt –attraverso un viaggio d’amore, che è anche un percorso politico e artistico. È importante la componente rivoluzionaria dell’opera degli artisti: la mostra evidenzia rapporti con i luoghi di potere”. Si vedono le testimonianze del soggiorno bolognese del 1838 di Liszt, che ebbe con Rossini un rapporto stretto.

Rapporto che aveva anche con altri tipi di artisti, verso i quali nutriva rispetto: “Appena arrivò a Bologna – racconta Daniele Tonini, curatore della mostra – corse alla Pinacoteca per vedere la Santa Cecilia. È dunque forte la sinergia tra musica, arte e cultura, che emerge dai documenti raccolti ed esposti. Suonò diverse volte con il pittore Ingres”.

La rassegna comprende anche una serie di concerti e di conferenze su strumenti d’epoca: un’altra curatrice, Emanuela Mercante spiega che “verrà utilizzato un pianoforte Steinway del 1860, appartenente alla Fondazione, e un Pleyel. Serviranno per dare più autenticità alle esibizioni che si terranno nell’ambito della mostra e che daranno un profilo più dettagliato del musicista”.

Questa mostra dunque dà un profilo inedito dei due musicisti, che hanno avuto un rapporto con Bologna sconosciuto ai più, ma che ha contribuito alla formazione artistica degli artisti e della città.

Damiano Musella

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