Cristian Naldi: classici del ‘900 per chitarra elettrica

12 mag. – La sua chitarra è in forza a Ronin, FULkANELLI e Byzanthium Experimental Orchestra, ma il suo Rurale è firmato con nome e cognome: Cristian Naldi. Il secondo album solista del musicista romagnolo, uscito a febbraio per Boring Machines è una raccolta di brani originali e rivistazioni di composizioni classiche del ‘900, incentrate sui tanti suoni della sua sei corde. “L’idea del disco è venuta proprio da questi riarrangiamenti a cui ho deciso in un secondo momento materiale scritto da me”, ha raccontato Cristian a Maps, svelando la sua passione per Bach, che informa tutte le tracce del disco, a partire dal preludio di Šostakovič scelto. “Avrei scelto la sua quinta sinfonia, ma renderla solo per chitarra sarebbe stato uno snaturamento troppo forte. Il brano di Górecki, essendo un canone, è stata un’opzione più immediata”, ha spiegato Naldi, confessando di “non essere un allegrone” e perciò di avere scartato altre ipotesi durante una ricerca durata mesi.

I brani originali dell’album sono molto legati al titolo, Rurale: un senso materico informa la musica, che pare mimare i rumori della vita agricola, senza finire nello stereotipo dell’allegro contadino. “I riferimenti derivano da un motivo molto semplice: il disco è stato concepito, composto e registrato a casa mia, che è in mezzo ai campi. ‘Ruris’, la prima traccia, nasce da un’improvvisazione con Giovanni Lami, poi ripresa e rilavorata. La parte finale dell’album, invece, è stata completamente scritta in occasione di una sonorizzazione dell’Inferno di Dante realizzata con la Byzanthium Experimental Orchestra: sempre con Giovanni abbiamo registrato le prove e il materiale ha formato il ‘Requiem’ che chiude il disco”.

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