Crevalcore. Inchiesta scova i “furbetti” del terremoto

Bologna 10 dic.- Dichiaravano di vivere in tenda o di essere ospiti da conoscenti, percependo così i contributi per l’autonoma sistemazione, mentre in realtà continuavano ad abitare a Crevalcore, nella propria casa inagibile dopo il Sisma. E’ l’ipotesi alla base di un’inchiesta della Procura di Bologna per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Cinque gli avvisi di fine indagine firmati dal Pm Marco Forte; sono in corso accertamenti su un centinaio di altri casi sospetti.

Gli indagati per la truffa sono tutti marocchini: quattro, per l’accusa, hanno ottenuto indebitamente dal Comune di Crevalcore, prima del luglio 2013, 10.800 euro ciascuno; nel quinto caso, la somma contestata è di 12.600 euro. I cinque e ad altre due persone, tra cui una donna italiana di 88 anni, sono accusati anche di non aver osservato l’ordinanza di sgombero e dichiarazione di inagibilità degli immobili in cui vivevano, contravvenzione che può essere estinta con oblazione. L’indagine nasce da controlli svolti dai carabinieri della stazione di Crevalcore e ci sono state acquisizioni di documenti in Comune. Le false dichiarazioni degli indagati sono state accertate anche verificando che le utenze (acqua, luce e gas) continuavano ad essere riferite alle case inagibili. L’amministrazione, una volta venuta a conoscenza dell’indagine, risulta aver interrotto le erogazioni dei fondi. Dal Comune, però, non sarebbero mai state fatte segnalazioni agli investigatori di casi simili, su cui sono, appunto, in corso accertamenti, né azioni per recuperare il denaro. Un altro elemento che andrà valutato riguarda i controlli su questo genere di contributi: se sono stati fatti e in che modo. (Ansa)

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