Crescono i dubbi sulla fusione Hera-Acegas

7 ott. – La fusione di Hera con AcegasAps continua ad agitare la maggioranza che sostiene la giunta Merola. Dopo la breccia aperta da Sel e Idv, crescono i dubbi fra i consiglieri che lunedì saranno chiamati al voto, rafforzati dal no del sindaco di Forlì Roberto Balzani, che su facebook ha rivelato: “Noi a Forlì siamo soggetti a pressioni incredibili – manager, politici, funzionari, eccetera – semplicemente perché non siamo d’accordo con la fusione fra Hera e Acegas”. Balzani parla di “favola della ‘governance’ pubblica collettiva, soprattutto per le spa quotate in borsa.

Sembrava che a Palazzo D’Accursio la fusione sarebbe passata grazie al sì di Stefano Aldrovandi, il consigliere civico già amministratore delegato di Hera ai tempi della giunta Guazzaloca. Ma ora dentro allo stesso Pd il fronte potrebbe non essere compatto. Si riserva di decidere lunedì stesso Benedetto Zacchiroli, renziano, che ha dichiarato: “Noi siamo chiamati a indirizzare e controllare: ratificare è diverso da indirizzare”. Anche un altro renziano, Francesco Errani, aspetta lunedì per vedere se la giunta avrà accolto le sue proposte di discutere in aula sul reinvestimento degli utili di Hera per il miglioramento del servizio e tariffe differenziate per le fasce più svantaggiate.

Sabato è arrivato ai Consigli comunali di Bologna e Modena l’invito a sospendere il voto da parte di Legambiente, convinta che i consiglieri non abbiano compreso a pieno le conseguenze della fusione. L’associazione rivolge in particolare un appello alla cautela a Virginio Merola, “sindaco di Bologna e presidente Atesir [Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti, n.d.r.], che nel doppio ruolo è al contempo controllore e azionista di Hera”.

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