Cossiga: il potere, i silenzi e le mezze verità

La scomparsa di Francesco Cossiga, uomo che ha compiutamente vissuto tutte le stagioni più tragiche e compromettenti della storia della Repubblica, lascia certamente un vuoto: il vuoto della verità. A cominciare da Piazza Fontana, la madre di tutte le stragi che inaugura la strategia della tensione e le bombe sui treni e nelle piazze. I fascisti e le loro collusioni coi servizi, con gli Affari Riservati del Viminale. La rete Gladio, e poi il ’77, la stagione delle BR e il rapimento Moro. E ancora la strage di Ustica e la bomba alla stazione di Bologna. Per Francesco Cossiga, uomo della Democrazia Cristiana, vale ancora quanto scriveva (e voleva) Pier Paolo Pasolini nel 1975, quando invocava un processo alla classe politica dominante responsabile di quarant’anni di cancrena italiana, ormai declinante, e già intravedeva il nuovo volto del nuovo potere… (leggi l’articolo). Nel video vi riproponiamo l’intervista del film inchiesta “Sopra e sotto il tavolo”,  nella quale l’ex presidente fa alcune rivelazioni sulla strage di Ustica. Molto ci sarebbe stato ancora da dire.

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