Corruzione e accordi con la camorra. La cooperativa CPL nella bufera

CPL_Ischia

Foto tratta dal sito di Cpl Concordia

Bologna 30 mar.- Dieci persone sono state arrestate dai carabinieri del comando tutela ambientale nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli sui lavori di metanizzazione del casertano e dell’isola di Ischia. Tra gli arrestati ci sono il sindaco di Ischia Giuseppe “Giosi” Ferrandino e dirigenti di spicco della storica cooperativa CPL Concordia di Concordia sulla Secchia, nel modenese. I reati ipotizzati, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti oltre al sindaco di Ischia il fratello Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo CPL Concordia Francesco Simone, l’ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l’accusa ancora ‘regista’ degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della CPL distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico. Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della CPL è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

L’inchiesta è stata condotta dai pm Woodcock, Carrano e Loreto ed è partita da presunte irregolarità nei lavori di metanizzazione compiuti tra il 1999 e il 2003 a Casal di Principe. Nel febbraio scorso Casari era stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa perché, secondo la Procura, la Cpl da lui guidata si sarebbe aggiudicata l’appalto per la metanizzazione di sette comuni del Casertano grazie all’appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria. Secondo il boss, poi, la coop emiliana avrebbe girato i lavori in subappalto alle ditte da lui indicate. Nel provvedimento che ha portato Casari agli arresti, e che riguarda le presunte tangenti per la metanizzazione di Ischia, non si citano presunti collegamenti tra la cooperativa modenese e la criminalità organizzata, oggetto di un’altra inchiesta.

Secondo i pm, Casari e gli altri dirigenti della Cpl Concordia avrebbero fatto “sistematico ricorso ad un modello organizzativo ispirato alla corruzione”. Per quanto riguarda Ischia, la Procura ritiene che per vincere l’appalto, Cpl abbia corrotto il sindaco Ferrandino attraverso la stipula fittizia di due convenzioni con l’hotel Le Querce, di proprietà della famiglia del primo cittadino, per un ammontare di 330 mila euro, formalmente destinati a garantire il soggiorno nei mesi estivi ai soci della cooperativa. Inoltre, Cpl avrebbe anche assunto il fratello del sindaco, Massimo Ferrandino, come consulente e pagato almeno un viaggio in Tunisia. Secondo l’accusa, Giuseppe Giosi Ferrandino “era diventato una sorta di factotum al soldo della Cpl“.

La Cooperativa di Produzione Lavoro di Concordia è una storica cooperativa rossa emiliana. Nata nel 1899 come cooperativa di braccianti, la Cpl con sede a Concordia sulla Secchia ora si occupa prevalentemente di energia. Dall’approvvigionamento e distribuzione alla vendita e contabilizzazione di gas ed elettricità, alla produzione di energia tramite fonti tradizionali e rinnovabili. Cpl opera a livello internazionale: ha 1800 lavoratori, circa 70 società tra controllate e collegate, per un fatturato consolidato di 461 milioni di euro nel 2014.

“Siamo profondamente colpiti dalla notizia degli arresti collegati all’inchiesta di Ischia – dichiara Lauro Lugli, presidente di Legacoop Modena -. Il nostro primo pensiero e la nostra preoccupazione vanno ai 1.800 soci e lavoratori di CPL Concordia: confidiamo che le indagini in corso non incidano sul regolare prosieguo di un’attività lavorativa così importante per tante famiglie dell’intero territorio. Esprimiamo massima fiducia nel lavoro che la magistratura sta compiendo per l’accertamento di eventuali responsabilità personali.”

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