Coop Costruzioni. Ritirati i licenziamenti, ipotesi cassa integrazione

coop costruzioniBologna, 16 mar. – Si è concluso con un accordo il tavolo metropolitano sulla crisi di Coop Costruzioni. L’azienda ha accettato di congelare i 200 licenziamenti previsti dal nuovo piano di ristrutturazione.

Il Tavolo si riaggiornerà martedì 24 marzo e lì verrà verificata l’ipotesi dell’uso di ammortizzatori sociali conservativi, tra cui la cassa integrazione in deroga. “Fino a tale giorno le parti si impegnano a non dar corso ad iniziative unilaterali” scrive nella nota di fine incontro la Città Metropolitana.

Al tavolo, presieduto dal vicepresidente della Città Metropolitana Daniele Manca, hanno partecipato i rappresentanti sindacali, l’azienda rappresentata dal vicepresidente del CdA Nicola Ruggeri assistita da Legacoop, il Comune di Bologna con il sindaco e l’assessore Matteo Lepore e la dirigente del Servizio Lavoro della Regione, Paola Cicognani. Coop Costruzioni aveva annunciato una settimana fa di non poter rinnovare i contratti di solidarietà.

In contemporanea all’incontro si è tenuto il presidio dei lavoratori di Coop Costruzioni. Queste alcune delle loro voci:

Di Coop Costruzioni aveva parlato oggi anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti, a Bologna per un convegno in memoria di Marco Biagi. Poletti si è detto “molto dispiaciuto” per la crisi di Coop costruzioni, ma ha anche confermato che il Governo non sta pensando di dichiarare lo stato di crisi dell’edilizia. Questo, ha detto, “è un settore che ha bisogno di un intervento molto forte sia sul versante sociale, di accompagnamento del cambiamento, perché non avremo più lo stesso numero di occupati che avevamo in passato, sia di investimenti” per una “ricucitura del nostro paese” ma “senza sprecare territorio”. Una ricetta che però non passa per la dichiarazione dello stato di crisi come viene chiesto da più parti.

Inutile aspettare la ripartenza nell’edilizia e nelle costruzioni: “La partenza non c’è, questa è una crisi di trasformazione dove il settore non tornerà più alla situazione di prima. Bisogna ripensare a cose nuove, a ricollocazioni, nuove opportunità di lavoro, trasformazioni”. Con un punto fermo: va “salvata l’azienda” e intanto occorre “dare una risposta ai lavoratori, che non debbono essere abbandonati ma aiutati a gestire questa transizione”.

 

Damiana Aguiari, Benedetta Aledda e Fernando Giacinti

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