Il Consiglio di Stato conferma Laganà come garante dei detenuti

Bologna, 25 ago. – Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato conferma la legittimità della nomina di Elisabetta Laganà come garante dei detenuti del Comune di Bologna: è stata infatti respinta l’impugnazione della sentenza del Tribunale amministrativo regionale da parte dell’associazione Papillon e di Vito Totire contro la scelta dell’assemblea di Palazzo D’Accursio. E “la sentenza ha confutato tutti i motivi di ricorso ritenendoli infondati ed accogliendo definitivamente le argomentazioni del Comune”, sottolinea una nota di Palazzo D”Accursio. La presidenza del Consiglio ha già informato i consiglieri del verdetto in cui “in particolare, è stato respinto il primo e principale motivo attinente all’ineleggibilità”.

La Corte dunque riconosce che la nomina da parte del Consiglio comunale è stata legittima, dopo la delibera di accettazione, da parte del Consiglio superiore della magistratura, delle dimissioni di Laganà dalle funzioni di esperto del Tribunale di sorveglianza, uno dei motivi che avevano spinto Papillon e Totire ad opporsi alla nomina. Non solo. “Palesemente infondate sono state poi ritenute tutte le eccezioni sollevate contro la procedura consiliare seguita” per la scelta del garante. Ovvero: mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’avviso pubblico per la presentazione delle candidature; incongruità del termine per proporsi nel ruolo; definizioni dei criteri di valutazione dei curricula prima della scadenza del termine per la presentazione delle candidature; secretazione delle sedute della commissione consiliare che valuto” i profili.

Soprattutto, si sottolinea nella nota del Comune, “è stato ritenuto inammissibile l”ultimo motivo di ricorso”: la scelta di un garante che era stato esperto del Tribunale di sorveglianza. Sul punto, la Corte ritiene che: “al di la” del fattore di imparzialità riconosciuto dagli appellanti e dalle precedenti funzioni di esperto presso il Tribunale di sorveglianza, requisiti che manifestano la intrinseca ragionevolezza della scelta effettuata, si deve rilevare che la censura impinge tipicamente nel merito delle scelte amministrative senza velare profili di arbitrarietà o di illogicità, unici elementi che avrebbero potuto inficiare la scelta effettuata in sede amministrativa”. La presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi, esprime dunque soddisfazione per una sentenza “che conferma il buon operato del Comune. Risulta dunque definitivamente confermata la legittimità della nomina della dottoressa Elisabetta Lagana” come garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna”, figura voluta “sin dal 2004, per dare ulteriore voce ai detenuti e meglio tutelare i loro diritti”.

(Dire)

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