Welfare. Cisl e Cgil contro Frascaroli: “Approccio completamente sbagliato”

Bologna, 22 ago. – Il “non possiamo ancorarci a modelli superati, inefficaci e costosi solo per difendere dei posti di lavoro” pronunciato dall’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli, manda su tutte le furie i sindacati. Per Alessandro Alberani, segretario metropolitano della Cisl, quello dell’assessore è un “approccio completamente sbagliato” perché contrappone il lavoro all’assistenza e al welfare. E’ contrariato anche il numero uno della Funzione Pubblica Cgil, Michele Vannini: “Mi sembra un’affermazione abbastanza infelice”.

Secondo Vannini, in particolare, le parole di Frascaroli rappresentano una “contraddizione forte” , tra “la necessità e l’intenzione del Comune di rinforzare il sistema di welfare o comunque di non metterlo in discussione” e il rischio di “creare nuove povertà”. Secondo Vannini, l’assessore ha ragione nel chiedere un coinvolgimento anche maggiore del sistema cooperativo, “ma non ci si può dimenticare che il Comune ha una responsabilità sociale come committente”.

Ma è Alberani che ha le parole più dure: “Frascaroli parla di modelli nuovi, ma sono passati tre anni, forse di più da quando Merola ha preso possesso del Comune, io non ho visto grandi cambiamenti nel modello di welfare. Sia sugli anziani che sui disabili, siamo fermi ad un vecchissimo modello”. “Si è parlato tanto di sussidiarietà- attacca Alberani-, tanto Merola forse meno Frascaroli, ma forse quella era la strada giusta per incrementare il lavoro sociale”.

Il numero uno della Cisl spara ad alzo zero: “Mi meraviglio- dice Alberani- che questo venga da lei che ha anche la delega sul lavoro. E’ da un anno che deve partire un tavolo che aveva preannunciato sul tema del lavoro: abbiamo fatto un incontro più di un anno e mezzo fa e poi non ci siamo più rivisti”. “Son tre anni che Frascaroli ha le delega sul lavoro, quali azioni innovative sono state fatte? Io non le ricordo- dice Alberani che la butta sull’ironico-, forse con l’estate sono disattento, ho perso la memoria”.

La frase contestata da Vannini e Alberani, Frascaroli l’ha pronunciata spiegando il mutato approccio da parte di Palazzo d’Accursio sul tema assistenza. “I servizi dovranno identificarsi con azioni orientate alla responsabilizzazione della persona – si legge nel bando per la gestione dei servizi socio assistenziali– non alla sua istituzionalizzazione”. Ed è proprio nel contesto di ripensamento dei servizi che potrebbero venire a mancare dei posti di lavoro, ha spiegato Frascaroli, perché si vuole andare verso una maggior collaborazione da parte degli utenti. “Sono modelli sessantottini quelli dell’autogestione degli utenti che sono quasi sempre fallito” commenta duro Alberani che sottolinea l’importanza di figure professionali specializzate, come gli operatori socio sanitari, che non possono essere sostituiti dalla collaborazione degli utenti.

C’è comunque lo spazio per la trattativa, fa capire Alberani, che rilancia una grande istruttoria pubblica per la ridefinizione del sistema di welfare, partendo proprio da un tema caro alla Cisl: “La sussidiarietà, l’alternanza pubblico-privato”.

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