Cie senza dignità per i migranti (e gli operatori)

20 feb.- “Condizioni igienico sanitarie e strutturali del centro che appaiono inaccettabili” e “totale inadeguatezza della struttura a garantire la dignità umana dei migranti trattenuti”. Così l’organizzazione Medici per i diritti umani parla del Cie di Bologna, il centro di identificazione ed espulsione in via Mattei dove vengono rinchiusi gli immigrati trovati senza permesso di soggiorno. Il report stilato dopo la visita di ieri mette in fila una serie di aspetti già noti ma i medici di Medu sono riusciti a far uscire dal Cie anche degli scatti fotografici che documentano la situazione.

Questa la situazione nel dettaglio:  “Stanze prive di riscaldamento funzionante, finestre e vetri danneggiati, docce inservibili o con acqua fredda, toilette prive di porte di ingresso, lavandini divelti. Gli spazi interni ed esterni degli alloggi si presentano inoltre in uno stato fatiscente e le condizioni di pulizia sono estremamente carenti. Ad un anno di distanza dalla prima visita è stato riscontrato un ulteriore scadimento nella fornitura di servizi e beni primari: carenza del vestiario ( il personale è costretto a rivolgersi alle strutture Caritas); insufficienza di coperte; fornitura di un rotolo di carta igienica al giorno ogni cinque persone; carenza di spazzolini, dentifricio, assorbenti igienici; ricambio di biancheria, nel migliore dei casi, ogni dieci giorni.” Una situazione non gestibile anche per gli operatori che lavorano per il Consorzio Oasi, che hanno espresso il loro disagio, che affrontano la rabbia dei detenuti che rischiano fino a 18 mesi di detenzione secondo la legge.

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