Chloride. Dopo i funerali di Disarò, la rabbia dei colleghi

29 lug. –  Luca Barzagli non ha paura e conferma le sue accuse. E se Lamberto Tassara, presidente della Chloride, «intenterà un’azione legale per calunnia, va bene – fa sapere Barzagli – la verità deve emergere». Barzagli era un collega di Luca Disarò, che giovedì si è tolto la vita nella sua casa di Castel San Pietro Terme. I due dovevano essere licenziati a breve. «Il lavoro è stata una concausa» dice Barzagli, prendendo la parola oggi durante la manifestazione per lo sciopero generale di quattro ore proclamato a Imola contro i licenziamenti con cui le aziende rispondono alla crisi. Circa 300 lavoratori hanno chiuso via Selice dalle 9 di questa mattina davanti allo stabilimento della Cnh, per impedirne la chiusura annunciata dalla proprietà, il gruppo Fiat.

Sulla protesta pesa anche la commozione per la morte di Luca Disarò. «Al licenziamento io avevo reagito diversamente» dice il collega, che racconta di un «pressing continuo» partito il 16 giugno, con l’annuncio da parte dell’azienda. «Da quel giorno – continua Barzagli – ogni momento era buono per essere convocati per colloqui singoli» in cui tornava a essere fatta la proposta di 4-6 mensilità.

Prima di cedere la parola perché sopraffatto dalla commozione, Barzagli replica alle affermazioni del presidente dell’azienda, Lamberto Tassara. «Le mie dichiarazioni non sono dettate da rabbia ingiustificabile. Se vuole denunciare faccia pure, la verità deve emergere».

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