Chiude l’ex Cierrebi, è battaglia legale. Lepore: “La proprietà ascolti la città”

Bologna, 3 sett. – Oggi l’ex Cierrebi chiude davvero i battenti. Al centro sportivo di via Marzabotto rimangono solo i campi estivi gestiti dalla società Cinque Cerchi, ma solo per qualche giorno. Nulla da fare quindi, nonostante le tante richieste di una proroga da parte dei residenti e gli appelli dell’amministrazione, la proprietà Bologna Sport City non cambia idea. “Tutta la cittadinanza, anche il mondo politico, è contro questa società del gruppo Maccaferri e Bologna FC, che si chiama Sport City ma chiude allo sport”, scandisce Andrea Albicini del comitato Salviamo il Cierrebi. La proprietà ha infatti scelto questa via in attesa di sapere se il supermercato Despar si potrà costruire o meno, visto che dall’approfondimento richiesto dai cittadini ad Ausl sono emersi vincoli cimiteriali che renderebbero impossibile l’intervento (il supermercato si trova a meno di 200 metri dal cimitero). Così la pensa l’avvocatura del Comune ma non i legali di Maccaferri.

“Per una città come Bologna è un ricatto inaccettabile”, prosegue Albicini, annunciando il consiglio straordinario del Quartiere Porto-Saragozza in programma per il 26 settembre e appellandosi al sindaco Virginio Merola affinché trovi una soluzione per scongiurare la chiusura degli impianti. “Per quanto mi riguarda sarebbe inaccettabile dal punto di vista politico”, replica l’assessore allo Sport Matteo Lepore. “La questione ora è in mano agli avvocati, ci saranno ulteriori incontri tra i rappresentanti del Comune e la proprietà. Nell’applicare le leggi e i regolamenti stiamo dicendo che l’intervento non si può realizzare”. Oltre ai vincoli cimiteriali, il problema è che il Despar andrebbe a sostituirsi agli impianti sportivi – “la piscina ma anche il palazzetto dello sport” – e “di impianti sportivi a Bologna ce n’è davvero bisogno”, dice Lepore. Lo dimostra il fatto che non c’è spazio in nessuna delle 150 strutture del Comune per i 3000 atleti rimasti senza casa dall’ex Cierrebi.

A questo punto, conclude Lepore, “ci saranno due strade: o un contenzioso legale, molto lungo; oppure una soluzione che ascolti il sentimento della città e anche il volere dell’amministrazione di venire meno a una proposta che porterebbe lì un supermercato che non sarebbe di utilità sociale per nessuno”.

      Albicini Salviamo il Cierrebi e assessore Lepore

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