“Chiedo solo il diritto alla salute”. Lo sciopero della fame di Monica per la cannabis medica

Aggiornamento 18 aprile: La Regione Veneto si sta facendo carico del problema della signora Monica Bin. “Il Presidente della regione Veneto ha delegato un assessore regionale a seguire con attenzione il mio caso”, ci ha spiegato soddisfatta Bin. Continua però lo sciopero della fame, “fino a risultati concreti”. Soddisfazione anche dall’associazione pazienti cannabis medica OdV, con la speranza di “aprire poi una breccia verso altri casi come il suo!”. “Non ci fermeremo – si legge sul profilo facebook dell’associazione – nel far capire le esigenze di collaborare tra associazioni ed istituzioni al fine ultimo di tutelare al meglio i diritti dei malati ed esporre le criticità rilevate nel territorio”.

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17 apr. – E’ in sciopero della fame da sei giorni e non intende fermarsi. Monica Bin, 56 anni di Lendinara, Polesine, provincia di Rovigo, da tempo convive con la fibromialgia, una patologia che comporta dolori insopportabili. Che, nel caso della signora Monica, non possono essere superati con i farmaci classici ma solo con la cannabis medica. E’ qui sorge il problema: nonostante ci siano norme nazionali che garantirebbero ai malati il diritto alle cure, non tutte le Regione si sono attrezzate. Così a molti pazienti non resta che cercarsi da soli una farmacia in grado di preparare l’olio di cannabis terapeutica, e poi pagare di tasca propria per il medicinale. In barba all’articolo 32 della Costituzione, che dovrebbe tutelare “la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

Quello di Monica è tra l’altro un problema paradossale. Il Veneto, la Regione dove abita, ha riconosciuto la fibromialgia come malattia invalidante ma non ha inserito la cannabis tra le terapie dispensabili. Eppure è proprio con l’olio di cannabis medica che la vita di Monica può tornare quasi alla normalità. Senza l’olio, il destino di Monica è la sedia a rotelle e una vita di dolori lancinanti e continui.

“Non ce la faccio più, ho deciso di entrare in sciopero della fame e sono pronta ad andare in fondo a questo storia. Lo faccio per tutti i malati, e tra questi ci sono anche dei bambini. Da tempo chiedo una risposta al mio problema che è comune a tanti altri. Finora silenzio. Lo Stato vuole un morto prima di farsene carico?”.

Una situazione, quella della signora Monica, che riguarda migliaia di persone in tutta Italia, spiega Elisabetta Biavati dell’Associazione Pazienti Cannabis Medica.”In molte regioni – spiega Biavati – la cannabis medica i pazienti la devono pagare, in altre è a carico del Servizio sanitario. I pazienti stanno aumentando e le disparità stanno venendo sempre più alla luce. Ci sono pazienti di sera A e pazienti di serie B a seconda della regione dove abitano e della patologia che hanno. Ci sono pazienti costretti a spendere più di mille euro al mese per curarsi. Situazioni imbarazzanti e insostenibili per le famiglie. Nel ministro della sanità Grillo avevamo trovato un’apertura molto forte. Ultimamente però si è fermato tutto, vorremmo aprire una nuova collaborazione per risolvere i problemi”.

 

      Linfe - sciopero della fame per la cannabis medica

 

Linfe. Salute, sanità, sociale” è una trasmissione di Ambra Notari e Giovanni Stinco, in onda il lunedì e il mercoledì alle 10.45 su Radio Città del Capo. Qui tutte le puntate di Linfe.

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