C’Hera una volta.. la multiutility dell’Emilia rossa e gli affari in Campania

11 nov. L’affaire  Cosentino potrebbe arrivare a coinvolgere anche l’ Emilia Romagna. Il sottosegreatrio all’economia e candidato alla presidenza della Campania per il Pdl è stato raggiunto ieri da un ordine di arresto consegnato dal Gip di Napoli Raffaele Piccirillo. L’accusa nei suoi confronti è di concorso esterno in associazione mafiosa. Proprio la famiglia di Cosentino sembrerebbe essere dietro una finanziaria, la Scr, socia in affari della multiutility emiliana Hera. In sostanza si tratterebbe di una speculazione realizzata per costruire una centrale termoelettrica nel casertano, a Sparanise, da una società, la Scr, che sarebbe indirettamente controllata dallo stesso Cosentino attraverso una fiduciaria: Scr nel 2002 fece un accordo con la AMI di Imola, poi confluita in Hera. La multiutility emiliana entrò così nell’affare, tanto che una società controllata, la Hera Comm Mediterranea, che gestisce la vendita dell’energia prodotta dalla centrale vede nel suo Cda il fratello di Nicola Cosentino, Giovanni.
A raccontarlo, in una sua inchiesta pubblicata su Il fatto quotidiano, è il giornalista Marco Lillo, che stamane è stato intervistato da Camilla Endrici e Lucia Manassi durante la trasmissione Angolo B.

Ascolta marco-lillo

La domanda che fa Lillo è questa: se verrà provato il legame tra Cosentino, i casalesi e  l’Scr , questo significherà che anche la Multiutility Hera dell’Emilia-Romagna, la cui proprietà è dei comuni e quindi dei cittadini della nostra regione, è coinvolta in operazioni d’affari con società legate alla malavita organizzata.

Una domanda a cui quanto prima occore dare una risposta, ma sia sul fronte politico – di maggioranza e d’opposizione – sia dai vertici dell’azienda Hera, tutto tace. Sulla vicenda Cosentino e sull’affare di Sparanise non si registra per il momento alcuna dichiarazione.

La foto è tratta dall’articolo dell’Espresso con l’inchiesta sul caso Cosentino . Altre interviste e informazioni potete trovarle sul sito di Libera Radio, voci contro le mafie.

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