Cgil sul piede di guerra. Giovedì sciopero contro il Jobs Act

CGIL

Bologna, 9 ott.- Sul piede di guerra contro la cancellazione dell’Articolo 18 e contro il voto di fiducia sul Jobs Act di Renzi. La Cgil si mobilita e organizza per giovedì prossimo, 16 ottobre, 8 ore di sciopero generale dei lavoratori in tutte le città della regione. A Bologna la protesta partirà da piazza Maggiore con un comizio del sindacato e, sempre in piazza, confluiranno i vari cortei che attraverseranno la città per l’occasione. “In passato abbiamo commesso errori e siamo stati deboli“, ammette il segretario regionale Cgil Vincenzo Colla, ma assicura: “Questa volta non ci fermeremo. Siamo disposti a confrontarci con Governo e Confindustria, ma non capisco come vengano avvantaggiati i giovani dando alle aziende la possibilità di licenziare”. Il presidente della sigla sindacale rilancia anche l’appuntamento per lo sciopero nazionale del 25 ottobre a Roma annunciato dal segretario generale Susanna Camusso.
I settori coinvolti dallo sciopero, secondo l’indizione della Cgil, sono industria, terziario, agricoltura, artigianato, ad esclusione dei servizi pubblici essenziali. La doppia data del 16 e 25 ottobre però potrebbe essere un problema per molte categorie.

E sulla giornata di mobilitazione di giovedì non mancano le polemiche. “La Cgil divide i lavoratori”, incalza Massimo Betti della segreteria nazionale Usb. Secondo Betti scendendo in piazza il 16 ottobre “la Cgil divide i lavoratori” perché quel giorno “i settori che potrebbero teoricamente scioperare sono limitati”. L’esponente del sindacato di base, poi, sottolinea che Usb aveva già convocato uno sciopero nazionale sugli stessi temi per il 24 ottobre.

Giovanni Panebianco

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