Cgil, Cisl e Uil contro il governo. Sabato a Roma in 10 mila dall’Emilia-Romagna

Una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Roma nel 2017. Foto di Marco MerliniCC BY-SA 2.0

Bologna, 5 feb. – Diecimila tra lavoratori e pensionati emiliano romagnoli parteciperanno alla manifestazione nazionale organizzata da Cgil, Cisl e Uil dal titolo #FuturoalLavoro il 9 febbraio in Piazza San Giovanni a Roma. In tutto, stimano i sindacati, sabato nella capitale confluiranno 100 mila persone. L’obiettivo del corteo è “un nuovo confronto con il Governo – dice Luigi Giove, segretario regionale della Cgil – In precedenza il dialogo era stato avviato ma, come dimostra la legge di bilancio approvata lo scorso dicembre, non ha prodotto risultati effettivi”. I tre sindacati, infatti, a ottobre avevano dato vita ad una piattaforma unitaria per fare fronte comune ma, vista la mancata risposta, hanno deciso di riproporre le loro richieste con una manifestazione di piazza. Secondo Cgil, Cisl e Uil la “legge di bilancio non dà risposte ed è miope e recessiva”.

I sindacati non sono ottimisti per il 2019, alla luce dei dati che danno il PiL inferiore allo 0% nei primi due trimestri e perché “la manovra non produce né nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato né si occupa di investimenti pubblici.” L’introduzione della Flat tax, hanno aggiunto Cgil, Cisl e Uil, crea finte partite Iva, e “non prevede una manovra di ridistribuzione della ricchezza, ma premia gli evasori.” “La legge di bilancio – secondo Filippo Pieri, segretario regionale della Cisl – , non sostiene l’accenno di crescita che si era visto nel 2018, anzi delude le aspettative. Mancano sviluppo, lavoro e investimenti, sia pubblici che privati.”

Altro argomento della discussione è la riforma delle pensioni, in particolare la cosiddetta Quota 100, che “non riforma la legge Fornero – sostiene Giuliano Zignani, della Uil regionale – ma è una norma transitoria, che penalizza donne, giovani e il Sud e riduce la forza lavoro. Non vogliamo uno stato assistenzialista, ma lavoro per tutti.” Una soluzione potrebbe essere, dice Zignani, la reintroduzione del Reddito di Inclusione (Rei), definito come un reinserimento sociale e lavorativo e quindi, è il ragionamento del sindacalista, più efficace rispetto all’appena varato reddito di cittadinanza, definito “complicato nell’accesso e con forti elementi di iniquità, anche fiscale”.

Un altro tema trattato riguarda da vicino anche l’Emilia Romagna, nell’ambito delle opere di infrastrutture. Zignani prosegue: “Abbiamo l’E45 interrotta e di conseguenza anche la Regione lo è. Il Governo deve capire che se blocca l’Emilia Romagna, si blocca l’intero paese. Siamo in uno stato di emergenza.”

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