Cessna caduto al Marconi, chiesti 6 anni e 8 mesi

10 mag. – Il prossimo 5 luglio il giudice dell’udienza preliminare si pronuncerà sui sette imputati per il disastro aereo del 3 marzo 2005, quando un Cessna si schiantò vicino all’aeroporto Marconi causando la morte di tutti e cinque gli occupanti del velivolo. Il pm Laura Sola ha chiesto sei condanne ad un anno e otto mesi con il rito abbreviato, mentre per il settimo imputato, che non ha chiesto riti alternativi, la richiesta è di rinvio a giudizio. Tutti sono accusati di disastro aviatorio e omicidio colposo plurimo.

Ad essere imputati sono il responsabile operativo e il dipendente sottobordo all’aereo della società di handling che avrebbe dovuto liberare le ali del velivolo dal ghiaccio, e non lo fece; il direttore generale e il responsabile operazioni aeroportuali della Sab, la società di gestione del Marconi, che, secondo l’accusa, dovevano adottare specifiche e più precise procedure operative di controllo in caso di eventi atmosferici estremi per la sicurezza dell’aeroporto; il direttore, il vicedirettore e un ispettore Enac che non si attivarono per accertare la situazione reale dell’aereo.

Secondo la perizia disposta dal gip, il Cessna non sarebbe dovuto decollare a causa delle pessime condizioni atmosferiche. Lo schianto avvenne per lo spesso strato di ghiaccio che appesantì le ali dell’aereo.

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