Centro espulsione migranti. Anche Lepore prende le distanze dall’idea di Merola

Una foto del Cie in via Matteidurante una protesta dei migranti detenuti

Bologna, 22 feb. – “Non possiamo pensare che dire Cie o dire Cpr sia dire sicurezza“. E’ il distinguo firmato dall’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Bologna, Matteo Lepore, ieri sera nell’arena di Labas: l’assessore era in vicolo Bolognetti per partecipare ad un’iniziativa con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Mattatore della serata il primo cittadino campano, che ha strappato applausi alle tante persone arrivate in vicolo Bolognetti (la sala Silentium non è bastata ad accoglierle tutte). Più difficile il dibattito per Lepore, visto che non sono mancate le critiche anche da parte degli stessi attivisti di Labas e che, in alcuni momenti, la platea si è fatta sentire.
“Non era facile invitarmi in questa sala- il ringraziamento iniziale di Lepore- anche se è una sala comunale”. Sotto accusa, in particolare, l’amministrazione comunale è finita su temi come l’applicazione “non pienamente coraggiosa” del Regolamento dei beni comuni, i Daspo urbani o lo sgombero di Atlantide.

Ma ad accendere il dibattito è stata soprattutto la possibile apertura in città di un Centro di rimpatrio (Cpr), caldeggiata nelle scorse settimane dal sindaco Virginio Merola. “Dobbiamo assolutamente aiutare i nostri cittadini a non sentirsi insicuri nella loro città”, dichiara Lepore: “Questa discussione va affrontata in modo diverso dal dire ‘la colpa e’ degli immigrati’. Non è questa la discussione, non sono queste le parole, ma non possiamo rimuovere l’argomento. Una sinistra che si voglia dire moderna non può far finta che i cittadini non si sentano sicuri nelle citta’”.

Quello della sicurezza, dunque, “è un tema che, vi assicuro da amministratore, mi viene posto dalla maggior parte dei bolognesi”. Ma su questo “noi non possiamo, non possiamo- ripete l’assessore- mettere in campo l’elemento del Cie o del Cpr. Io sono d’accordo su questo: non possiamo pensare che dire Cie o dire Cpr sia dire sicurezza. Non sono d’accordo su questa cosa che si dice”.

Per Lepore dunque una presa di distanza dall’idea del sindaco di aprire un Cpr a Bologna per dare una risposta al “bisogno di sicurezza” della cittadinanza. A dire ‘no’ all’idea del Cpr una piccola minoranza all’interno del partito dell’assessore, il Pd. A dirsi contrari il consigliere comunale Francesco Errani e l’ex assessore al welfare Rizzo Nervo. Hanno (dal primo momento) espresso dissenso verso i Cie/Cpr i consiglieri di Coalizione Civica.

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Ma siccome “non sono un paraculo, non nascondo- continua Lepore- che la sicurezza è un tema importante sul quale i sindaci, come sul debito, devono fare una battaglia verso il Governo perché il sistema della gestione dell’ordine pubblico nelle città oggi è assolutamente fuori controllo in termini di risorse, di regole uguali per tutti e di rapporto con le altre istituzioni”. Ma intanto non si può ignorare che “Bologna é la citta’ in Italia che accoglie di più e che investe di più”, rivendica Lepore punzecchiato dal pubblico: “La nostra non è una città che nasconde le persone sotto il tappeto”. E dunque: “Anche perché abbiamo chiuso il Cie e lì abbiamo portato Papa Francesco, lo abbiamo fatto noi, non qualcun altro- sottolinea l’assessore- abbiamo la possibilità a testa alta di fare un discorso di verità anche sul rapporto tra la paura e la presenza di nuove persone nella nostra città”. Insomma, Bologna può essere una città che “senza aver paura di dire sicurezza, perché io questa paura non ce l’ho, fa un discorso di verità – conclude Lepore- e cerca di costruire soluzioni nuove e di fare anche investimenti coraggiosi come abbiamo fatto in questi anni, assumendoci responsabilità che lo Stato non si voleva assumere” (Dire)

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