Centro deserto e psicosi dell’invasione. Così Forlì si prepara al voto

Forlì, piazza Aurelio Saffi

Forlì, 16 mag. – Capita che attorno alla statua di Aurelio Saffi nella piazza centrale di Forlì ci siano più piccioni che migranti, eppure metà città parla di “invasione” (anche e soprattutto lì, in quella piazza) e molti sono tentati dal voto a Matteo Salvini. Alcuni addirittura incolpano i migranti del deserto in cui si è trasformato il centro storico.

A pochi giorni dal voto Forlì si scopre isola di centro sinistra pronta per essere sommersa dalla grande marea leghista. Per la prima volta il candidato del Pd, un ex magistrato senza tessere di partito che si ispira Partito d’Azione, si trova in svantaggio nei sondaggi, guidati invece da un democristiano di lungo corso appoggiato da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Il Partito democratico da sempre di governo in città? E’ diviso, tanto diviso che il sindaco uscente Drei ha deciso di non ricandidarsi, e il Pd non è riuscito nonostante il tempo a disposizione a trovare un suo uomo per la corsa elettorale. Su Radio Città del Capo un nuovo reportage della serie “La grande paura. I Comuni al voto nell’Emilia-Romagna non più rossa”. Nel podcast, oltre alle voci di tanti e tante forlivesi, i candidati sindaco Giorgio Calderoni (centro sinistra), Daniele Vergini (Movimento 5 Stelle), Veronica San Vicente Capanaga (L’Alternativa per Forlì), Marco Ravaioli (Forlì SiCura), Gian Luca Zattini (centro destra), Raffaella Orazi dell’associazione culturale Regnoli 41 e il primo cittadino uscente Davide Drei.

 

      La grande paura - Forlì

 

“La grande paura. I Comuni al voto nell’Emilia-Romagna non più rossa” è un ciclo di trasmissioni di Radio Città del Capo per raccontarvi le grandi città della regione alla prova delle urne: Ferrara, Modena, Cesena, Forlì, Reggio Emilia. Qui tutti i reportage già andati in onda.

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