Inquinamento del Savena: colpa degli scarichi industriali


Bologna, 9 mag. – Un centinaio di pesci trovati morti nel torrente Savena, da San Lazzaro fino a Pianoro: era la segnalazione arrivata venerdì scorso da alcuni cittadini. I primi risultati delle analisi di Arpae sui campioni d’acqua
 non consentono di stabilire le cause esatte dell’evento ma sarebbe da escludere l’inquinamento organico, da idrocarburi o scarsità di ossigeno. L’ipotesi più probabile è quella dello sversamento di uno scarico di tipo industriale: “Pensiamo che si tratti di uno scarico molto acido o molto alcalino – ha spiegato Maria Adelaide Corvaglia, dirigente della sezione provinciale di Bologna di Arpae ai microfoni di Radio Città del Capo -. Il venerdì pomeriggio può capitare che alcune aziende facciano lavaggi con queste sostanze, che poi in maniera assolutamente scorretta buttano in fognatura o in un corso d’acqua”.

E non sarebbe la prima volta. Lavorando con le amministrazioni e le autorità competenti, bisogna ora “risalire alle responsabilità e intervenire in modo anche pesante dove ci sia stato un comportamento negligente”, ha commentato il sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti. Nell’attesa di avere risultati più precisi, “valuteremo un’estensione dell’ordinanza di divieto di pesca, almeno provvisoria e cautelativa”, spiega Minghetti; sebbene la pesca nel Savena sia poca e non destinata ad uso alimentare.

La prima ipotesi – poi scartata -, sulle cause della morìa, era stata quella dello scolmatore della Ponticella: “Lungo tutti i tratti fognari – ha spiegato Corvaglia di Arpae – ci sono dei punti di ‘troppo pieno’ che permettono in caso di forte pioggia di evitare che il tubo fognario possa cedere. Sono punti di scarico di acqua fognaria diluita, però pur sempre acqua fognaria, che in questa maniera va a versarsi direttamente nel corso d’acqua. Questo è problematico”. E nel tratto da Pianoro a Bologna la fognatura è “fragile, non ha abbastanza volume per trattenere bene eventi di pioggia più importanti, quindi gli scolmatori funzionano anche troppo spesso. Il Savena è uno dei corsi d’acqua che ha questo tipo di problema”. Questa l’analisi dell’ingegner Giovanni Fini, del Settore Ambiente e Energia del Comune di Bologna.

Una parte, seppur limitata (tra i 0 e 0.4m³/s), delle acque del Savena scorre poi nella rete dei canali di Bologna, arrivando anche al Navile. Questo significa che l’acqua inquinata di questi giorni è arrivata anche in città, dove si ripropone lo stesso problema del Savena, cioè la presenza di tanti scolmatori. “Quindi nella rete del canale del Navile va a finire anche dell’acqua fognaria – conclude l’ing. Fini – e poi in città sono presenti numerosi scarichi che impropriamente insistono sulla rete dei canali invece che sulle fognature. Al momento sono stati fatti dei censimenti con il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e li stiamo gradualmente bonificando, per portarli in fognatura”.

L’intervista completa sulle acque di Bologna al sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti, Maria Adelaide Corvaglia di Arpae e l’ingegner Giovanni Fini del Comune di Bologna.

      Le acque di Bologna

 

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