Cassazione su Ustica: lo Stato risarcisca, fu un missile

28 gen.- La Cassazione scrive la prima verità su Ustica e lo fa con la sentenza definitiva sul risarcimento civile ai familiari di tre vittime che avevano promosso la causa nel 1990. Fu un missile e non un’esplosione interna a far inabissare il DC9 Itavia il 27 giugno 1980. Per questo lo Stato deve risarcire, per non aver garantito la sicurezza nei cieli con i propri radar civili e militari. Per i supremi giudici è “abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile” accolta dalla corte di Appello di Palermo a fondamento delle prime richieste risarcitorie contro lo Stato presentate dai familiari di tre vittime della strage di Ustica.

La sentenza di oggi si riferisce ad una causa avviata nel 1990 giunta al giudizio di primo grado nel 2007 e a quello di Appello nel 2010. I giudici avevano stabilito un risarcimento di 1 milione e 240 mila euro. Un risarcimento minore rispetto alla maxi cifra di 110 milioni di euro stabilita sempre dal tribunale di Palermo nel settembre 2011.

Per Daria Bonfietti, la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, “è stata ribadita le verità”. Bonfietti si riferisce alla sentenza del giudice Rosario Priore del 1999. Piuttosto, spera la presidente, “speriamo che si tolga ogni reticenza” nel capire “chi è stato ad abbattere il Dc9″. Per farlo, occorre “che il Governo del mio Paese si attivi per farsi dare risposte” dagli stati esteri. Le rogatorie spedite a diversi Stati dalla procura di Roma che ha ancora aperta l’inchiesta penale non hanno avuto risposta. I pm vorrebbero sapere di quali nazionalità erano gli aerei militari che volavano attorno al DC9.

Esulta anche il sindaco Virginio Merola: “La sentenza pone un punto fermo, una prima verità. Lo Stato ora deve assumersi le proprie responsabilità”.

Elisabetta Lachina, che quel 27 giugno perse entrambi i genitori, dice: “E’ arrivato il momento di chiudere definitivamente questa storia sporca di fango e ridare dignità, non soltanto alle 81 persone uccise quella sera, ma di ridare dignità a tutti gli italiani”.

Ascolta elisabetta dopo cassazione su risarcimento

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