Cassa integrazione in Emilia. Rischiano il licenziamento in 32mila

Bologna, 17 lug. – Sono 32mila i lavoratori che in Emilia Romagna sono in attesa del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Non percepiscono nessun tipo di reddito da gennaio e se la situazione non dovesse cambiare, denunciano i sindacati confederali, saranno 32mila licenziamenti.

L’ultimo stanziamento da 400 milioni di euro del governo servirà solo per coprire i pagamenti del 2013 e dei primi tre mesi del 2014 in tutta Italia. Per coprire tutto l’anno sono necessari 1,4 miliardi di euro, 96 milioni per la sola Emilia Romagna.

Nel periodo gennaio-maggio 2014, le ore autorizzate dall’Inps per l’uso degli ammortizzatori sono arrivate a 39,2 milioni, 4,4 milioni di ore in più (+12,6%) rispetto allo stesso periodo del 2013.
Mentre la cassa integrazione ordinaria cala (meno 3,2 milioni di ore rispetto al 2013, pari a -38,3%), aumentano sia la Cigs (6 milioni di ore rispetto al 2013, pari a +42,3%) che la Cigd (1,6 milioni di ore in più rispetto al 2013, +13,4%).
“Questo indica la strutturalità della crisi ed il lento esaurimento della copertura degli ammortizzatori ordinari: le aziende sono passate dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria e poi in deroga, senza dare alcun segnale di ripresa” commentano i sindacati.

Cgil, Cisl e Uil ricordano che nella nostra regione, nel periodo compreso tra il 2009 ed il 2014, sono state utilizzate più di 450 milioni di ore di cassa integrazione, di cui quasi 180 milioni di ore di cassa in deroga.
In mille parteciperanno dall’Emilia Romagna alla manifestazione nazionale a Roma il prossimo 22 luglio. I sindacati chiedono, oltre al rifinanziamento della cassa in deroga, una riforma per gli ammortizzatori sociali universali e contestano la riforma proposta dal governo.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.