Caso Barilla. Il Cassero invita a “mangiare un’altra pasta”

28 set. – Fuori dal supermercato di Via Marconi attivisti lgbt hanno distribuito volantini per invitare i consumatori a “mangiare un’altra pasta”. Si è svolta sabato pomeriggio l’iniziativa di boicottaggo annunciata dal Cassero, dopo che il presidente Guido Barilla aveva dichiarato di non volere “famiglie omosessuali” per gli spot dei suoi prodotti.

Questo il testo dei volantini del Cassero:

“Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia omosessuale perché noi siamo per la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca.”

“Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia ebrea perché noi siamo per la famiglia ariana. Se gli ebrei non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca.”

“Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia nera perché noi siamo per la famiglia bianca. Se i neri non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca.”

“NON METTEREI IN UNA NOSTRA PUBBLICITA’ UNA FAMIGLIA COME LA TUA PERCHE’ NOI SIAMO PER UN ALTRO TIPO DI FAMIGLIA. SE NON SEI D’ACCORDO PUOI SEMPRE MANGIARE LA PASTA DI UN’ALTRA MARCA”

Il pensiero di Guido Barilla, espresso a La Zanzara mercoledì 25 settembre, introduce la discriminazione perfino a tavola, e sembra voler negare quel desco ideale alle nostre famiglie, “sgradite” come negli anni furono quelle di neri ed ebrei. E proprio sostituendo nelle frasi di Barilla la parola “omosessuale” con “ebreo” o “nero” riusciamo a cogliere la gravità di quel messaggio e a riconoscerne il retaggio culturale. Da quella storia ci siamo già affrancati. Barilla è il rigurgito di un’Italia che non c’è più.

Accettiamo il consiglio di Guido Barilla: compriamo un’altra pasta.

Oggi sulla vicenda sono intervenuti due consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna. Mentre Franco Grillini, storico esponente del movimento gay in Italia, invita Guido Barilla per “un incontro chiarificatore”, col proposito di chiedergli “quanto meno uno spot riparatore“, il suo collega in Assemblea Fabio Filippi, del Pdl, ha dichiarato: “Plaudo a Guido Barilla per aver difeso, con grande coraggio e dignità, la famiglia tradizionale, anche nella comunicazione pubblicitaria. Ormai sono rimasti in pochi a difendere la famiglia dall’arrogante ed esibizionistica campagna di comunicazione messa in campo dalla lobby dei gay“.

(Foto del Cassero)

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