Schiaffi e insulti nella casa di riposo. Ai domiciliari un’operatrice

Bologna, 18 set. – Schiaffi, strattonamenti, insulti. Era questo il trattamento che un’operatrice socio sanitaria della casa di riposo Villa del Sole di Castiglione dei Pepoli riservava ai pazienti, alcuni molto anziani e malati di Alzheimer o Parkinson. La donna da due giorni è agli arresti domiciliari dopo l’ordinanza emessa dal gip Francesca Zavaglia su richiesta della pm Beatrice Ronchi. L’operatrice ha 33 anni, M.M. sono le sue iniziali, è originaria di Napoli e vive in Appennino. Quando i carabinieri sono andati a notificarle l’ordinanza del giudice è scoppiata a piangere.

L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Nas. Gli episodi contestati alla donna risalgono al 2010. Alcune colleghe negli anni hanno denunciato l’aggressività dell’operatrice tanto che il giudice nell’ordinanza scrive che gli arresti domiciliari sono necessari anche perchè “é altamente probabile che ponga in essere condotte di intimidazione nei confronti delle colleghe che hanno già esternato accuse nei suoi riguardi” ed essendo emerso “che la donna ha già compiuto atti di natura vendicativa”. La sua, scrive il giudice, è “una personalità incapace di contenersi e di reprimere i propri impulsi aggressivi e vessatori”. Per aver maltrattato una malata di Alzheimer schiaffeggiandola per farla svegliare per portarla in bagno era stata sospesa alcuni giorni dal lavoro. Secondo le indagini è stata vista prendere le dita degli anziani e storcerle e ricorreva spesso a insulti come verso un’altra anziana alla quale avrebbe detto: “Vecchia schifosa, devi morire, periamo che quando rientro dalla maternità tu sia schiattata”.

Secondo il gip questi maltrattamenti sono “espressione di una condotta di sopraffazione e vessazione sistematica, generata dall’indole violenta della donna e dalla carenza in lei degli elementari requisiti di idoneità allo svolgimento di quel delicato lavoro di assistenza e ausilio delle persone anziane e disabili che la stessa ha – loro malgrado – scelto di condurre”.

Il marito della donna lavora nella stessa casa di riposo e, in più di una circostanza, si sarebbe scagliato contro gli altri colleghi per difendere la moglie.

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